fra Marin Berišić – Commento al Vangelo del 19 Febbraio 2020

299

“Giunsero a Betsàida, dove gli condussero un cieco pregandolo di toccarlo.” Il cieco è portato, non solo perché non ci vedeva, dovevano portarlo, ma questo portare a Gesù indica una responsabilità, un prendersi cura dell’altro, è un gesto bellissimo di colui che si preoccupa per l’altro. Il cieco non poteva vedere, ma chi conosce Gesù, porta a lui quelli che non vedono.

E sempre lo fa con tenerezza, e con il desiderio che altro veda. Vediamo la prontezza di Gesù a toccare la realtà di questo cieco, a prenderlo sul serio. Lo prende per la mano come che fa un padre! La sua mano, il suo prenderci per la mano è ciò che salva la persona. Il suo prenderci per la mano è ciò che ci guida nelle nostre ciecità, nel nostro non vedere la luce, nel essere nel buio.

È meraviglioso questo gesto che ci fa capire che nessuno attraversa proprie difficoltà da solo. Un altro gesto bellissimo è che Gesù mette la sua saliva sugli occhi di questo cieco. Gesù mette tutta la sua intimità con lui. Condivide tutto ciò che vive, si mescola con lui. La cosa fondamentale è mescolarsi con lui, avere una grande intimità con lui, perdersi in lui.

È la intimità con Lui che ci fa vedere normalmente ciò che prima non lo era.

Fra Marin Berišić – su Facebook


l cieco fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 8, 22-26   In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero a Betsàida, e gli condussero un cieco, pregandolo di toccarlo. Allora prese il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». Quello, alzando gli occhi, diceva: «Vedo la gente, perché vedo come degli alberi che camminano». Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente, fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa. E lo rimandò a casa sua dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio».   Parola del Signore