Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 8 Febbraio 2021

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Il brano di oggi ci narra di “ gente “ che “ riconosce subito “ Gesu’ che passa nei territori da loro abitati e si affretta a portare a lui i malati “ supplicandolo “ di guarirli.

Il Maestro ci sta mandando questo messaggio: “ Il modo di agire di quella gente deve essere quello di ciascuno di noi, quello che connota il cristiano “.

SUBITO LO RICONOBBE

Ecco il…primo passo, quello fondamentale che, spesso, purtroppo, manca.

Riconoscere.

Il dizionario da queste definizioni del citato verbo: “ Individuare qualcosa o qualcuno precedentemente conosciuti; distinguere con sicurezza, discernere “.

Per “ riconoscere “ Gesu’ che passa nella nostra vita bisogna, pertanto, averlo “ precedentemente conosciuto “, bisogna “ saperlo distinguere con sicurezza “ da chi Cristo non è ma cerca di farlo credere!!!

E come si “ conosce “ Cristo per poi “ riconoscerlo “?

La risposta…..è sempre la stessa: frequentandolo quotidianamente nella preghiera, nei sacramenti, soprattutto nell’eucarestia, nell’adorazione.

E’ tutto li’.

Bisogna dedicare tempo a questa relazione con il Creatore, che è quella fondante della nostra vita.

Non si riesce a capire questa basilare realtà.

Chi non ha un tempo di preghiera quotidiana, non si confronta con Gesu’, non verifica giornalmente il suo agire per vedere se è conforme al Vangelo, non si nutre di Cristo, non si inginocchia ai suoi piedi, non può conoscerlo e, quindi, non puo’ riconoscerlo.

Risultato?

Si chiuderà in se stesso, penserà sempre esclusivamente ai suoi “ affari “, al suo “ lavoro “, ai suoi  “ soldi “ senza alzare gli occhi, guardarsi intorno, prendere atto della propria  e dell’altrui malattia,  e “ accorrere a Cristo “.

Questo è necessario: “ accorrere a Cristo “.

Per far cosa?

Per “ supplicarlo di poter toccare almeno il lembo del suo mantello “.

Basta questo.

Basta un bicchiere di acqua fresca, basta un sorriso, una telefonata ad un anziano; gesti piccoli, che sembrano marginali, che “ sfiorano “ una persona, che ne toccano il suo “ lembo “.

Bastano.

Chi anche solo “ lambisce “ una solitudine riempendola di una parola, un pianto con un abbraccio, avrà toccato il fratello e si sarà reso strumento di Salvezza perché gli avrà detto, con la sua testimonianza: “ Non temere, il Signore ti è vicino tramite me “.

Buona giornata e buona riflessione a tutti.


A cura di Fabrizio Morello