Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 8 Aprile 2020

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In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?

Anche la pagina odierna del Vangelo, analogamente a quella di ieri, propone il tema del “ tradimento “ subito da Gesu’ per mano di uno degli apostoli.

Che sentimenti produce il “ tradimento “?

Ieri il testo giovanneo si soffermava sull’animo di Gesu’, che si sentiva “ profondamente turbato “.

Oggi, il brano di Matteo riporta lo stato d’animo degli apostoli che, nell’apprendere cosa uno di loro stesse per fare, erano “ profondamente rattristati “.

Profondo turbamento “ e “ profonda tristezza sono pertanto i sentimenti che nascono da questo atto vile, e che pervadono sia chi lo compie sia chi lo riceve.

Soffermandoci, oggi, sugli apostoli, “ profondamente rattristati “, notiamo che ciascuno di essi, come a voler scacciare questa inquietante ombra da se, chiede al Maestro: “ Sono forse io, Signore?

E’ questa la domanda che ognuno di noi deve farsi ogni giorno.

Signore, con i miei atteggiamenti, con le mie azioni, con le mie mancanze, sono forse io che, ogni giorno, ti tradisco?

La risposta che Giuda ebbe dal Maestro, è la stessa che, se ci poniamo dianzi al quesito con onestà, va bene anche per noi: “ Tu lo hai detto “.

Prendere quindi consapevolezza di essere, con le nostre fragilità, “ traditori “, è un fondamentale passo di umiltà da fare.

Piuttosto che giudicare Giuda, dobbiamo, in primo luogo, prendere atto di assomigliargli.

E, allora, che fare, come non tradire Gesu’?

Fortificando la nostra relazione con lui.

Se preghiamo, se creiamo intimità con lui, se ascoltiamo la sua Parola di verità, a poco a poco essa ci pervaderà ed inizieremo ad assumere comportamenti, modi di agire, di pensare, differenti dai nostri e sempre più conformi ai “ gusti “ di Dio.

La grande obiezione che si potrebbe fare a questo ragionamento è: come è possibile riuscire noi a “ non tradire “ Gesu’ se non ci è riuscito Giuda, che ha avuto il privilegio di vivere accanto al Maestro?

A questa domanda si puo’ rispondere facendosene un’altra.

Come mai Giuda tradisce?

Tradisce perché, paradossalmente, si “ sente tradito “.

Giuda non accetta il Gesu’ misericordioso, il Gesu’ mite, il Gesu’ non violento, perché voleva un Salvatore potente, che ristabilisse la “ giustizia “ con la forza.

Il problema di Giuda è, pertanto, quello di non essere stato in grado di modificare l’immagine che si era fatto di Dio, pretendendo che fosse Gesu’ a doversi adattare alla sua idea e non lui a convertirsi di fronte agli insegnamenti e alle opere del Maestro.

Se, pertanto, non incorriamo nello stesso errore di Giuda, e, abbandonando il Gesu’ che ci siamo costruiti, iniziamo a conoscere il vero Gesu’ e ad amare lui e soltanto lui, riusciremo, a mano a mano, a convertirci e a “ non tradire “.

In mancanza resteremo “ traditori “ e saremo molto più colpevoli di Giuda, perché, come ho detto anche in altri commenti, noi “ sappiamo come va a finire “, siamo certi che Gesu’ è risorto ( Giuda non aveva la prova di cio’!!! ) e che, quindi, tutto cio’ che ci ha detto è vero.

Non abbiamo quindi scuse per non convertirci!!!

Iniziamo , in questo momento propizio, il nostro cammino di rinascita.

Buona giornata a tutti.