Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 7 Settembre 2020

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Anche oggi il Vangelo, cosi’ come due giorni fa, si sofferma sul “ totem “ dell’osservanza del Sabato.

Gesu’, questa volta, sottolinea l’ipocrisia dei farisei, i quali si trincerano dietro una norma per trovare un modo di accusare il Maestro.

Manca, in loro, ogni logica di amore; non gli interessa minimamente dell’uomo con la mano paralizzata ma, addirittura, strumentalizzano pure lui perché, pensano, se Gesu’ lo guarisce…. ” trasgredisce la legge e possiamo condannarlo “.

Stiamo attenti a questa mentalità, perché è diabolica.

Spesso la utilizziamo anche noi.

Ci nascondiamo dietro la legge ed, addirittura, se qualcuno fa del bene magari forzando un po’ le norme, lo giudichiamo anche.

Cosi’ non va.

La legge, come dicevamo Sabato, va sempre dietro l’amore.

Se un’azione è giusta, se serve ad aiutare qualcuno, che, magari, è “ paralizzato “ anche solo nell’animo, allora è nostro dovere di cristiani intervenire e non trincerarsi dietro ai “ non mi compete “, “ per legge ci deve pensare lo Stato, la Chiesa, la scuola “.

Questo nasconderci per non impegnarci ci trasforma in farisei e, quindi, in uomini falsi, ipocriti, belli solo all’esterno ma marci dentro.

Ama e fai cio’ che vuoi diceva Sant’Agostino; in altri termini significa che se fai una cosa con amore, se da una tua azione deriva bene per qualcuno, è sempre lecita.

Falla, pertanto e, se non ne hai il coraggio, almeno non criticare chi la fa.

Buona giornata e buona riflessione a tutti.