Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 7 Luglio 2020

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Molteplici gli spunti di riflessione che offre l’odierna pagina evangelica.

Il primo su cui vorrei soffermarmi è la “ guarigione “ del muto.

Non parla perchè ha il demonio dentro.

Quando il tentatore viene scacciato da Gesu’ il muto inizia a parlare.

Spesso siamo “ muti “.

Ci professiamo cristiani, credenti, ma per paura del giudizio altrui, del “ comune sentire “, ci vergogniamo o evitiamo di parlare di Gesu’ Cristo, di raccontare agli altri la bellezza della fede, di come il Signore ha cambiato le nostre esistenze.

E’ il demone del “ timore “ che ci fa stare zitti, facendoci compiere un peccato in quanto è compito di ogni cristiano, come dice il Catechismo della Chiesta Cattolica, “ trasmettere il Vangelo di generazione in generazione “.

La Parola di Gesu’ deve pertanto guarirci dalle nostre resistenze e farci compiere la nostra missione di “ annunciatori del Vangelo “, a cui nessuno puo’ sottrarsi.

Il continuo “ tirarsi indietro “ da questo compito, da parte di molti cristiani, fa si che “ pochi sono gli operai “ a servizio del Regno e, pertanto, i molti che sono lontani dalla Parola brancolano nel buio e restano “ pecore senza pastore “.

Siano pertanto nostri i sentimenti di Cristo Gesu’, in particolare la “ compassione “, parola bellissima che significa “ sentire dentro, sin dalle viscere, la sofferenza, i patimenti, lo smarrimento del fratello “, e facciamoci annunciatori del Vangelo.

Cristo ci ha guariti con la sua Parola.

Non restiamo “ muti “ ma diventiamo “ megafono “ della buona notizia, “ operai “ a servizio della abbondante “ messe “.

Buona giornata e buona riflessione a tutti.