Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 6 Novembre 2020

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I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce “.

Il versetto finale ci fa comprendere l’intero testo, che, ad una lettura superficiale, sembra contenere un messaggio “ deviante “ da parte di Gesu’: la lode di un imbroglione!!!

Il Maestro, invece, utilizza l’ “ amministratore disonesto “ quale esempio di scaltrezza, di prontezza, di capacità a saper leggere le situazioni, ed invita i suoi seguaci, i “ figli della luce “, non certo ad imbrogliare ma ad avere lo stessa capacità di riconoscere, rapidamente, negli eventi della propria vita, il passaggio di Cristo.

Gesu’ ci chiama pertanto ad essere “ scaltri “ non ( o, meglio “ non solo “ ) nelle cose che riguardano la nostra materialità ma nella nostra vita spirituale.

Per essere “ figli della luce “, ci sta dicendo oggi, dobbiamo essere “ scaltri nelle cose di Dio “.

Se, pertanto, scaltro, come da definizione del dizionario, significa “ pronto e capace nel riconoscere e valutare quanto può tornare a proprio utile o a proprio danno “, è ovvio che per acquisire questa prontezza, questa capacità di lettura di fede degli eventi, bisogna esercitarsi, essere “ esperti “ di Cristo.

Come lo si diventa?

E’ ovvio: dedicando tempo alla Scrittura, partecipando alla Sacra Messa, nutrendosi del Corpo del Signore, e, soprattutto, pregando.

Sono questi gli strumenti che servono a diventare “ figli della luce “ scaltri.

Nella giornata di oggi poniamoci quindi questa domanda: faccio uso degli “ strumenti “ occorrenti per diventare “ scaltro nella fede “?

Buona giornata e buona meditazione a tutti.


A cura di Fabrizio Morello