Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 4 Aprile 2020

156

Il testo del Vangelo odierno è molto forte.

La “ popolarità “ di Gesu’ sta aumentando fortemente.

Dopo la “ ri-animazione “ ( non “ risurrezione “…è un’altra cosa ) di Lazzaro “ molti credettero “ in lui.

I farisei sono preoccupati perché si rendono conto che a causa dei “ molti segni “ compiuti da quell’uomo, i “ molti “ che credettero sarebbero presto diventati “ tutti “.

Il problema è serio, ne va del loro potere.

Se tutti crederanno in lui “ verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione “ e……..noi perderemo la nostra autorità, il nostro prestigio e, soprattutto, i nostri privilegi!!!

Bisogna fare assolutamente qualcosa.

Ed ecco il “ sommo sacerdote “, la massima autorità, ha un’idea geniale: Gesu’ da fastidio, sta minando i nostri interessi; “ è conveniente “ che muoia per “ il bene della nazione “!!!

Cosa insegna questa pagina del Vangelo?

Il modo di agire del potere, da sempre, è lo stesso.

Il “ potere “, infatti, tende alla sua “ autoconservazione “, si “ arrocca “ sulle sue posizioni ed “ elimina “, senza neppure ascoltare, chi gli si oppone, chi lo può scalfire, arrivando ad un grado di ipocrisia tale da autoassolversi affermando che agisce in quel modo “ per il bene della nazione “.

I farisei non si interrogano minimamente sulla persona di Gesu’, sul chi è, su cosa significhino i “ molti segni “ che compie, sul messaggio che sta venendo a portare, ma decidono, subito, di eliminarlo, perché “ pericoloso per il sistema “ ( nota: pericoloso per “ i loro interessi “!!! )

Ma, adesso, esaminato il “ modus agendi “ del “ potere di allora “ e constatato che le logiche sono identiche a quelle del “ potere di oggi “, entrando ancora più in profondità nel brano per chiederci cosa dice a noi cercatori di Dio, mi viene in mente una domanda un po’ impertinente: “ ma vuoi vedere che anch’io, nel mio piccolo, nell’esercizio dei poteri connessi al mio ruolo ( insegnante, medico, magistrato, marito, moglie, padre, sacerdote, etc. ), ritengo che, per conservare la mia fettina di autorità, devo uccidere, mettere a tacere tutto cio’ che la possa intaccare “?

Riflettiamoci, magari sarà capitato anche a noi di aver assunto, nel nostro essere, la “ logica del potere “.

Se lo riconosciamo è arrivato il momento di convertire questo nostro atteggiamento, passando, in primo luogo, ad ascoltare cosa ci dice qualcun altro, di cui magari riconosciamo l’autorevolezza, la buona testimonianza ( “ compie molti segni “ ) ma, cio’ nonostante, non vogliamo accettarla perché siamo invidiosi, permalosi.

L’ascolto ci potrebbe invece far percepire questa persona non come un nemico ma come un qualcuno che ci fa crescere, che ci fa smuovere da tante posizioni “ consolidate “ e che puzzano di marcio, di stantio, di obsoleto.

Da tale ascolto potrebbe poi nascere il riconoscimento della valenza della persona, con consequenziale accoglienza ( “ molti credettero in lui “ ) della stessa e del suo messaggio.

Orbene, se questa logica ( ascolto, e, poi, riconoscimento ) vale, in generale, in tutti campi della vita, applicata all’ambito spirituale darà una svolta radicale alla nostra esistenza perché significherà, in sostanza, ascoltare sul serio la Parola di Gesu’ e riconoscerlo come il nostro Salvatore.

Comprenderemo che il Maestro non è un fastidioso “ grillo parlante “ da mettere a tacere ma colui il quale da senso alle nostre esistenze.

Buona giornata a tutti.