Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 31 Maggio 2020

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Nella Domenica di Pentecoste la liturgia propone il bellissimo testo giovanneo in cui il Cristo Risorto appare ai discepoli e dona loro lo Spirito Santo.

Ci fermeremo oggi, partendo dal brano, ad esaminare cosa sia lo Spirito Santo e quali effetti produca nella vita di ciascuno di noi.

Il Vangelo ci dice che i discepoli erano in un luogo “ chiuso “ perché avevano “ timore “ dei Giudei.

Nonostante il luogo fosse chiuso………Gesu’ “ venne “ e “ stette in mezzo a loro “.

E’ il primo grande insegnamento di questa pagina.

Anche noi, come i discepoli, di fronte ai grandi, e, qualche volta, anche a piccoli fallimenti delle nostre vite, ci chiudiamo, abbiamo paura, abbiamo diffidenza, pensiamo che Dio ci abbia abbandonato e interrompiamo ogni relazione, ogni frequentazione con lui.

Ma, anche in quei momenti, Gesu’ viene o, meglio ancora, c’è.

Non dobbiamo infatti mai dimenticare che, ricevendo il Battesimo, siamo divenuti Santi; da quel momento Gesu’ è in noi, la nostra vita non è più la nostra ma è Cristo che vive in noi.

Quindi, anche se cerchiamo di non farlo entrare, tale resistenza sarà vana perché lui già c’è.

E’ chiaro, se noi decidiamo, nell’esercizio della nostra libertà, di rifiutarlo, di rinnegarlo per sempre, ci consumeremo nella tristezza e nel peccato distruggendo la nostra Santità ma….se per un attimo abbassiamo le difese e gli consentiamo di agire, sentiremo anche noi quella voce: “ Pace a voi “.

Pace, che non è, come ho detto altre volte, assenza di conflitti, sparizione magica dei problemi, ma è fiducia, certezza che, qualsiasi cosa ci accada, lui è con noi.

Lo Spirito Santo è proprio tutto quello che ho appena detto.

Avere Fede nello Spirito significa infatti essere certi che Dio ci ama ora, proprio ora, nel presente, anche nei nostri problemi ( è il cd. “ amore attuale “ ).

Avere Speranza nello Spirito significa, invece, essere certi che “ nulla è impossibile a Dio “.

Lo “ Spirito “ è potenza, è fuoco, è colui il quale ci da la forza, il coraggio di svolgere la missione alla quale siamo chiamati, ognuno con le sue peculiarietà ( “ anche io mando voi “ ) , certi che ogni cosa che faremo nel nome di Gesu’ riuscirà perché “ nulla è impossibile a Dio “.

E, allora, in questa meravigliosa festa di Pentecoste, in cui gli ebrei celebravano il dono delle Tavole della Legge, e, quindi, dell’alleanza tra Dio e il popolo, rinnoviamo la nostra alleanza con Dio e, con entusiasmo, attendiamo alla nostra missione nella Chiesa.

Diveniamo espressione della Chiesa militante e diffondiamo nel mondo la buona novella, il Vangelo di Gesu’ Cristo.

Buona Domenica a tutti.