Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 30 Dicembre 2021

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Dopo aver incontrato ieri la figura di Samuele, oggi la liturgia ci presenta l’altra persona che, nel tempio, “ si accorge “ della grandezza di “ quel bambino “ venuto con i genitori per compiere il rito della purificazione.

Anche lei è una profetessa, anche lei ha quello sguardo allenato che le deriva dalla frequentazione quotidiana della Parola, dal servizio costante al tempio.

Il testo rimarca che “ non si allontanava mai dal tempio servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere “.

Questa sua descrizione non deve farcela sembrare lontana, irraggiungibile.

Anche noi…..possiamo essere come lei.

Che dobbiamo fare?

Dobbiamo lasciare le nostre vite e diventare “ la perpetua “ o “ il sacrestano “ del parroco della nostra Chiesa?

No.

Dobbiamo semplicemente vivere il nostro essere cristiani, che consiste proprio nel “ non allontanarsi mai dal tempio “ che è la nostra anima, la nostra parte piu’ profonda, il luogo ove Dio dimora.

Dio, dal momento del nostro Battesimo, è dentro di noi, noi siamo il suo tempio e lo custodiamo.

Spesso dimentichiamo questa grande meraviglia e ci “ allontaniamo da Lui “.

Basta restare fedeli al proprio Battesimo per “ non separarsi mai da Lui “ e servirlo, ogni giorno, con “ digiuni “, cioe’ rinunce alle seduzioni del peccato, e “ preghiere “, cioè richieste di forza, di sostegno, per non cedere alla tentazione del maligno.

Restando in questo atteggiamento anche noi, come il bambino Gesu’, “ cresceremo e ci fortificheremo “ nella fede e la “ grazia di Dio “ sarà sempre sopra di noi spingendoci a prorompere, come la profetessa Anna, in una “ lode perenne “ al Signore.

Buona giornata e buona riflessione a tutti.


A cura di Fabrizio Morello

Foto: mia.

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