Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 3 Marzo 2022

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Ieri, Mercoledi’ delle Ceneri, la Chiesa ci ha introdotti nel cammino di Quaresima ricordandoci i “ tre pilastri “ ( elemosina, preghiera, digiuno ) da rafforzare in questo tempo.

Oggi subito un’altra pagina forte, che ci indica le condizioni per “ camminare “ con Cristo.

“ Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua “.

Sembra che ci sia abbastanza per…..fermarsi subito!!!

E’ vero.

Il cammino che propone Cristo non è facile, è impegnativo.

Perchè iniziarlo allora?

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Perchè conduce ad una meta meravigliosa: “ Salvare se stessi “.

E’ come quando si va in montagna.

Il cammino per arrivare in cima ad una vetta è difficile, irto, impegnativo, ci si stanca, ci si ferma per riposare, si suda.

Tutto viene però ripagato quando, arrivati in vetta, si gode di un panorama mozzafiato.

E’ una regola di vita: per raggiungere le cose belle, le cose importanti, le cose che valgono, bisogna sforzarsi.

E’ cosi’ anche per la sequela di Gesu’.

Bisogna faticare ed essere “ umili e concreti “.

UMILI

“ Se qualcuno vuole venire dietro a me rinneghi se stesso “

Dietro. Rinnegare

Sono due termini che richiedono profonda umiltà.

Dietro

Per camminare con Cristo in primo luogo bisogna mettersi “ dietro “ di Lui, per imparare da Lui.

Chi ha la presunzione di poter stare “ a fianco “ di Gesu’ o addirittura “ dinanzi “ a Lui deve “ tornare indietro “ e collocarsi nella posizione corretta, dietro al Maestro.

Rinnegare.

Questo verbo significa “ dirsi dei no “.

Sembra un’utopia nel mondo attuale, dove quasi mai osiamo dire dei no a noi stessi.

E’ invece molto importante avere questo senso del limite, saper discernere esattamente quali pensieri, azioni, possono essere diabolici per me e dire ad essi/esse dei NO netti.

Il tutto per dire SI a cio’ che è bello, a cio’ che fa veramente bene.

CONCRETI

“ Prenda la sua croce ogni giorno “

Quest’espressione, che ha allontanato molta gente dal cristianesimo, che è stato presentato come la “ religione della croce, del sacrificio “, quasi dell’ ” andarsi a cercare la croce “, significa tutt’altro, è un grande invito alla concretezza.

La tua croce è la tua quotidianità, sono le situazioni della tua vita che non ti piacciono ma dalle quali, invece di fuggire, devi imparare a trarre il meglio, a comprendere, con la Grazia di Dio e con l’aiuto della preghiera, come starci.

Umiltà e concretezza, doti indispensabili per seguire Dio.

Non portano alla conquista del mondo, per ottenere la quale occorrono scaltrezza, furbizia, inganno imbroglio.

Sta adesso ad ognuno di noi fare la sua scelta.

Che sia faro per orientarsi l’ultima frase del Vangelo, su cui invito tutti, oggi, a meditare: “ quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero ma perde o rovina se stesso? “

Buona giornata e buona riflessione a tutti.


A cura di Fabrizio Morello

Foto: mia.

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