Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 29 Ottobre 2021

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Gesu’ è a casa di un fariseo a pranzo.

Già questo elemento porta ad una prima riflessione.

Il Maestro non “ etichetta “, va da tutti, anche da chi sa….che ha “ secondi fini “ nell’invitarlo.

Cosi’ accade nell’episodio odierno ove si dice che gli altri “ farisei “ ospiti del padrone di casa  “ stavano ad osservare Gesu’ “ che aveva, dinanzi a se’, un uomo malato di idropisia ( accumulo di liquido nei tessuti ).

In pratica…era stato preparato un vero e proprio “ tranello “ al Maestro.

Un fariseo lo invita a pranzo e, di proposito, gli fa incontrare, a casa sua, questo malato.

Diversamente non si spiegherebbe la presenza di quest’ultimo nell’abitazione di uno zelante “ fariseo “, uomo “ puro “, uomo “ osservante ed impeccabile “.

Va ricordato, infatti, che nella mentalità dell’epoca i “ malati “ erano tali perché se lo erano meritati con le loro azioni.

La “ malattia “ era la giusta conseguenza dei loro peccati.

Mai, quindi, un fariseo avrebbe fatto entrare un peccatore a casa sua.

Se c’era, era solo..per provocare Gesu’.

Il Mastro, che è…” piu’ scaltro di loro “…fa una domanda: “ E’ lecito o no guarire di Sabato? “.

Gesu’ li mette dinanzi alla loro ipocrisia, alla loro falsità.

Fà a loro una domanda che puo’ tradursi cosi’: “ Ditemelo voi, che siete bravi e perfetti, se è lecito guarire un uomo “.

Ma essi…” tacquero “.

Ecco cosa fanno i falsi, gli ipocriti.

Quando sono messi alle strette, quando sono smascherati, tacciono e, dentro di loro, accumulano ulteriore rabbia verso chi li ha sbugiardati.

Dinanzi al silenzio Gesu’ non si ferma e fa la cosa giusta, compiendo tutto il processo necessario alla guarigione di quell’uomo.

Fondamentali sono i gesti che fa Cristo con quella persona, perché sono quelli che fa con tutti noi quando…glielo consentiamo e non ci sentiamo “ belli e puri “ come i farisei.

LO PRESE PER MANO

Gesu’ si avvicina a quell’uomo, non lo fa sentire piu’ “ sbagliato “.

Sperimentare l’amore di Dio è il primo passo del nostro processo di guarigione.

LO GUARI’

Lo restitui’ cioè alla vita.

Gesu’ non lo guarisce solo dal male fisico ma lo redime.

Consente a quell’uomo, che si è lasciato prendere per mano, di iniziare una nuova vita senza essere schiacciato dal suo male, dal pre-giudizio che c’era su di lui.

LO CONGEDO’

E’ fondamentale questo passaggio.

Cristo lo congeda, gli dice: “ Adesso va, sei guarito, vai a testimoniare a tutti cosa puo’ la Parola di Dio, cosa puo’ la fede “.

Fratelli e sorelle, questo vale anche per noi.

Possiamo definirci “ guariti “ se annunciamo la bellezza di Cristo, che personalmente abbiamo sperimentato, a tutti.

Tutto parte però da un primo passaggio: “ Vuoi guarire? “ o pensi, come i farisei, di essere già sano?

A ciascuno la sua risposta.

Buona giornata e buona riflessione a tutti.


A cura di Fabrizio Morello

Foto: mia.

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