Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 28 Giugno 2020

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Radicale e liberante.

Cosi’ si presenta Gesu’ nella odierna pagina evangelica.

Questi due termini ci guideranno nella riflessione.

RADICALE

Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me “.

Il messaggio è chiaro: Gesu’ ci chiede di “ metterlo al primo posto “, di donargli la priorità.

E’ un insegnamento grandissimo che dobbiamo necessariamente recepire ed attuare nella nostra vita se vogliamo, veramente, che essa sia illuminata da Cristo.

Se, infatti, releghiamo il Signore in soffitta per un’intera settimana, presi da “ altro “, a cui diamo precedenza, mai la Parola produrrà cambiamento nella nostra vita.

Spesso, soffermandoci solo sul nostro lato materiale, che, ovviamente, va anch’esso curato, ci dimentichiamo del tutto di una fondamentale Verità: la nostra anima va nutrita prima ancora del Corpo.

Se si prende consapevolezza di questa Verità si può veramente dare una sterzata alla propria esistenza e scegliere, volontariamente, di mettere al centro delle nostre giornate Cristo, a cui attribuire le primizie del nostro tempo e del nostro impegno.

L’attrazione per cio’ che è “ umanamente urgente “ ci porta, invece, a trascurare cio’ che è veramente “ importante “ per la nostra vita.

Ci illumini allora questa Parola, ci faccia ripristinare le priorità, perché se anteponiamo qualcosa a Cristo il nostro essere cristiani è vano e finiremo per “ non essere degni di lui “ e per “ perdere la nostra vita “.

LIBERANTE

La scelta radicale di mettere Cristo al primo posto non è fine a se stessa.

La radicalità e la priorità mirano ad orientare le nostre esistenze su cio’ che è veramente importante.

Chi, infatti, mette Gesu’ al centro, inizia, a mano a mano, a vivere la vita di Cristo, che gli appartiene sin dal giorno del Battesimo ma che, spesso, ha tralasciato.

Vivere la vita di Cristo significa acquisire uno sguardo nuovo sulle cose, significa divenire suoi “ discepoli “, uomini, cioè, in grado dapprima di accorgersi dei “ piccoli “ che necessitano di “ un bicchiere di acqua fresca “ e, di poi, di offrire questo “ bicchiere “, sotto la forma di una Parola, una carezza, un aiuto materiale concreto, un invito alla condivisione della Scrittura.

Accorgersi e curare i piccoli diverrà semplice e, cosi’ facendo, “ perdendo la propria vita “, i propri egoismi, per donare parte di se a chi ne ha bisogno, si avrà, sin da ora, e poi, nell’eternità, la “ ricompensa “ promessa da Cristo.

Sii pertanto radicale, vai controcorrente, non aver paura di affidare la tua vita a Cristo e ti accorgerai che quella radicalità non imprigiona ma libera e ricompensa.

Buona Domenica a tutti.