Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 27 Maggio 2021

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Che cosa vuoi che io faccia per te?

E’ la stessa domanda che, nel testo di ieri, Gesu’ aveva fatto a Giacomo e Giovanni, che gli chiedono una “ raccomandazione “ per la Gloria Eterna ( “ Concedici di sedere uno alla tua destra e uno alla tua sinistra “ ).

I discepoli del testo di ieri non vengono accontentati, il cieco di oggi viene esaudito.

Perchè?

Perchè HA FEDE in Cristo.

Non vuole, come i discepoli, un “ privilegio “, ma è certo che Cristo lo aiuterà.

Questa sua fede è forte, gli fa attivare i “ mezzi naturali “ a sua disposizione.

Non vede e, allora, grida: “ Figlio di Davide, Gesu’, abbi pietà di me “.

Invoca aiuto, riconosce in Cristo il suo Salvatore.

Non si ferma dinanzi agli ostacoli, ai “ molti “ che lo rimproverano perché taccia, ai “ molti “ che non vogliono che infastidisca il Maestro.

Non si ferma, grida ancora più forte.

Il Maestro è colpito dalla sua fede, si ferma e dice ai discepoli: “ Chiamatelo “.

I discepoli cambiano il loro tono, non lo rimproverano più ma gli dicono: “ Coraggio, alzati, ti chiama “.

E il cieco, “ gettato via il suo mantello, balzo’ in piedi e venne da Gesu’ “.

E’ già stato esaudito.

Se “ venne da Gesu’ “ significa che poteva vedere dove il Maestro fosse!!!

Era guarito.

Il dialogo successivo tra Gesu’ ed il cieco serve quindi non per quest’ultimo, ma per i discepoli, a cui Gesu’ vuole dire: “ Solo la fede salva, solo se hai fede sarai esaudito “.

Quest’ultimo insegnamento vale anche per noi, discepoli di oggi.

Spesso facciamo guai.

Ci reputiamo migliori degli altri, zittendoli quasi, impedendo loro di “ venire a Cristo “.

Non è quello il nostro compito.

Il nostro essere discepoli consiste nel dire prima a noi stessi e poi agli altri: “ Coraggio, alzati, non stare rannicchiato, non stare a lamentarti della tua cecità, ma vieni a Dio, abbi fede in Lui e sarai esaudito, tornerai a vedere “.

Abbandoniamo le nostre cecità e affidiamoci a Cristo.

Tutto diverrà chiaro.

Buona giornata e buona riflessione a tutti.


A cura di Fabrizio Morello

Foto: mia.

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