Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 26 Settembre 2020

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Tutti erano ammirati per le cose che faceva

Quando ci troviamo dinanzi ad una persona che incarna veramente il Vangelo, che lo vive ogni giorno con parole ed azioni, tutti ne “ restiamo ammirati “.

La storia insegna però che chi vive in questo modo è “ pericoloso per il sistema “ perché scuote le coscienze, dimostra che può esserci un altro modo di condurre la propria esistenza, che la violenza e la sopraffazione non sono, necessariamente, gli elementi con i quali far prevalere se stessi e le proprie idee.

E’ lo stesso uomo che incarna i “ principi evangelici “ che è conscio del “ pericolo “ che corre vivendo in quel modo, in quanto è Gesu’ che gli ha annunciato quello che gli accadrà ( “ Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno “. Lc 9, 22 ) ma, cio’ nonostante, vuole vivere cosi’ perché sa che la sequela del Vangelo è l’unico modo di condurre una “ esistenza piena “.

Mi vengono in mente, leggendo questa pagina, i tanti “ martiri “ della fede, tra i quali mi piace ricordare le due splendide figure sacerdotali di Don Peppino Diana e di Don Giuseppe Puglisi, entrambi uccisi da gruppi criminali perché testimoni credibili, e, per tale motivo, pericolosi, della possibilità di impostare la propria vita sul Vangelo e sul rifiuto delle “ logiche della violenza e della sottomissione “.

Sta anche a noi, nei contesti che frequentiamo, essere testimoni credibili del Vangelo, consci che saremo rifiutati e derisi ma che, allo stesso tempo, stiamo spendendo bene l’unica vita che abbiamo.

Buona giornata e buona riflessione a tutti.


A cura di Fabrizio Morello