Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 26 Gennaio 2021

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La missione e le sue caratteristiche.

Questo potrebbe essere, in sintesi, il contenuto del Vangelo del giorno.

Li invio’ a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi “.

Andate, io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi “.

Inviare, andare.

Due verbi di movimento che connotano la missione.

INVIARE

E’ Gesu’ che ci manda, che ci invia per essere dei novelli “ Giovanni Battista “.

Il testo dice chiaramente che manda i settantadue davanti a sè in ogni città e luogo ove stava per recarsi.

Cristo vuole che tutti noi siamo degli “ apripista “, degli annunciatori della Parola, dei precursori del suo messaggio, dei divulgatori del Verbo, dei testimoni della luce che preparino gli altri ad accogliere la vera Luce che è lui.

ANDARE

Se “ inviare “ è opera di Cristo, “ andare “ dipende da noi, da una nostra scelta libera.

Interroghiamoci dunque personalmente.

Cristo mi invia, mi dice di andare, ma, io, seguo il suo invito?

E’ una domanda cruciale a cui devo rispondere.

Il Vangelo di oggi indica infatti la missione di ogni cristiano: “ andare “ e portare a tutti un favoloso  messaggio: “ E’ vicino a voi il regno di Dio “.

La mancanza di questo annuncio è cio’ che impedisce il diffondersi del Regno.

E’ una forte reprimenda a tutti coloro i quali sono “ formalmente “ vicini alla Chiesa ma che non escono dalle sacrestie e si crogiolano in uno sterile cristianesimo da salotto “.

No, Gesu’ non dice questo a me, a te, ma al contrario mi/ti dice: devi pregare, perché tutto nasce dalla relazione personale con me, ma questa preghiera non deve essere la mia/tua “ isola di rifugio “ ma cio’ che mi/ti dà forza ed entusiasmo per andare in tutti i luoghi della mia/tua quotidianità ad annunciare a tutti che “ il regno di Dio è vicino “.

Se non lo faccio, se non lo fai, sono/sei più responsabile di tutti coloro i quali son lontani dalla fede, i quali potranno addurre, a loro giustificazione, il fatto che nessuno ha mai annunciato loro Cristo.

Io, tu, che ho/hai avuto la Grazia di incontrare Dio, di avere avuto qualche “ operaio “ che mi/ti ha condotto nella vigna, sono/sei, al contrario, responsabile, se non mi/ti faccio/fai portatore del lieto annuncio.

E allora, lanciamoci, diffondiamo la Parola, non scoraggiamoci dinanzi ai “ lupi “ che incontreremo, che sono coloro i quali cercheranno di ostacolarci, di deriderci.

Con la docilità dell’agnello, ma con la solidità della nostra fede, continuiamo imperterriti la nostra opera, consci che il nostro compito è quello di seminare anche nei terreni aridi, nei cuori induriti.

Raccoglieremo frutti?

E’ quello che speriamo ma, ricordiamoci, non è il nostro obiettivo.

Gli annunciatori di Cristo diffondono “ semi “ non “ frutti “.

Buona giornata e buona riflessione a tutti.


A cura di Fabrizio Morello