Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 23 Marzo 2020 – Gv 4, 43-54

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Mettendomi dinanzi alla Parola del giorno e leggendola più volte mi colpiscono i molti verbi di movimento in essa contenuti, che tracciano il “ cammino “ che ognuno di noi deve compiere nella sua esistenza.

Il testo inizia dicendo: “ Gesu’ parti’ dalla Samaria per la Galilea “.

E’ Gesu’, pertanto, il primo che cammina, perennemente, incontro a tutti noi, e che non si ferma mai, nonostante spesso venga rifiutato, anche dai chi gli è più vicino ( “ egli stesso aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella propria patria “ ).

Cammina, parte, si muove, verso di me, verso di te.

E cammina anche il “ funzionario del re “ che, udito che Gesu’ veniva in Galilea, “ si reco’ da lui “.

Arriva cosi’ il momento dell’incontro, che cambia la vita del funzionario.

Questi voleva un “ prodigio “, pensando che se Gesu’ avesse toccato suo figlio questi sarebbe guarito.

La sua era ancora, pertanto, una visione distorta della fede, una fede “ miracolistica “, connotata da “ segni prodigiosi “.

Chiede quindi al Maestro di “ scendere a guarire suo figlio “, quindi di andare con lui al suo villaggio per fare il “ miracolo “.

Gesu’ lo guarisce da quella visione errata, non va con lui ma gli dice una sola frase: “ Va, tuo figlio vive “.

Il funzionario “ credette alla Parola che Gesu’ gli aveva detto e si mise in cammino “.

La conversione è compiuta.

E’ diventato uomo di fede, si fida della Parola di Dio.

E cosi’, quando sta per arrivare a casa i suoi servi gli corrono incontro e gli dicono la stessa Parola che gli aveva detto Gesu’: “ tuo figlio vive “.

E, allora, dice il testo, “ credette lui con tutta la sua famiglia “.

Cosa dice a me, a te, a noi, questa meravigliosa pagina?

Devo/dobbiamo fare lo stesso cammino del funzionario.

Comprendere che Gesu’ ci viene incontro in tutte le circostanze della nostra vita, senza stancarsi delle nostre infedeltà.

Sta a noi andare verso di lui, accoglierlo e credere in lui, nella sua Parola.

Se crediamo in lui, lo riconosciamo come nostro Salvatore, saremo diventati veramente uomini di fede.

E, allora, il nostro cammino che ci porterà ad essere luce, a testimoniare, con forza, la sua Parola, in tutti i luoghi della nostra esistenza quotidiana ( casa, ufficio, parrocchia, etc. ).

Quale sarà l’effetto della testimonianza?

Riusciremo a portare altri fratelli a Cristo, proprio come fece il funzionario, che prima credette da solo per poi credere con “ tutta la sua famiglia “.

Il mio augurio per oggi è pertanto: facciamoci “ moltiplicatori “ della fede con la nostra testimonianza.

Chiudo con una domanda: il mio cammino di fede è stato mai di stimolo ad altri fratelli per indurli ad iniziarne uno proprio?

Buona giornata a tutti.