Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 23 Maggio 2022

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Testimonianza.

E’ il termine chiave del testo odierno.

Un testimone è colui il quale “ racconta dei fatti che ha visto “.

Gli apostoli avevano visto Gesu’ operare e, quindi, potevano rendergli testimonianza.

La loro testimonianza è il fondamento della nostra fede.

Perchè noi crediamo pur senza aver visto materialmente Gesu’?

Perchè crediamo a dei testimoni che lo videro operare, dei testimoni che sono certamente credibili in quanto, come piu’ volte ho detto, dopo la Risurrezione di Cristo, dopo aver capito che cio’ che diceva era vero, si trasformarono da “ pavidi “ in “ coraggiosi “ e, sfidando tutti coloro  i quali provarono a “ scacciarli “, ad “ ammazzarli “, si fecero testimoni del Risorto.

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Emblematica di questa testimonianza è una frase pronunciata da Pietro e riportata negli Atti degli Apostoli nel brano ( At 5, 27b-32.40b-41 ) che abbiamo letto Domenica 01 Maggio.

L’apostolo, dinanzi al sommo sacerdote che diceva a lui e agli altri “ Non vi avevamo espressamente proibito di insegnare in questo nome? “, risponde: “ bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini “.

Solo una persona che aveva verificato che Dio è piu’ forte della morte poteva parlare cosi’, senza aver timore delle conseguenze che questa sua affermazione poteva portare anche per la sua stessa vita.

Accade cosi’ a tutti coloro i quali hanno sperimentato che Cristo è l’unico che puo’ salvarli.

Non hanno paura di testimoniarlo “ senza se e senza ma “ e non temono chi ha il potere di uccidere i corpi ma non quello di far perire l’anima.

E noi, siamo “ testimoni coraggiosi “ del Maestro?

Buona giornata e buona riflessione a tutti.


A cura di Fabrizio Morello

Foto: mia.

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