Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 23 Aprile 2021

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Come può costui darci la sua carne da mangiare?

E’ oggettivamente difficile dar torto ai Giudei, non condividere la loro perplessità.

Se uno mi dicesse che “ mi dà la sua carne da mangiare “ penso che,  qualora riuscissi a trattenermi dal fargli una sonora risata in faccia, gli consiglierei di andare, con urgenza, da uno psichiatra!!!

L’autore del testo, che scrive dopo la morte di Gesu’, nel descrivere la “ logica reazione “ dei Giudei, non ha interesse a rimproverarli ma vuole parlare a chi leggerà, a chi sa della “ Resurrezione “ e, quindi, può comprendere le Parole del Maestro.

Gesu’ oggi ci dice che cos’è l’eucarestia: “ mangiare la sua carne e bere il suo sangue “.

Il tutto racchiuso in un fragile pezzo di pane.

Questa è l’eucarestia: “ la forza della debolezza “.

Un pezzettino di pane, una cosa piccola, insignificante, con l’effusione dello Spirito Santo diviene, in ogni celebrazione, il CORPO di CRISTO, diviene presenza viva e vera di Gesu’ “ in mezzo a            noi “, presenza viva e vera di Gesu’ “ in noi “ che ci nutriamo di lui.

Mangiando quella particola, come ci dice il testo “ Cristo rimane in noi e noi rimaniamo in Lui “.

Qual è l’effetto di questo “ rimanere “, di questa “ intima unione “?

Colui che mangia me VIVRA’ PER ME “.

Chi si nutre di Cristo vive per Cristo perché, a furia di mangiare Lui anela a vivere come Lui, quindi a “ vivere in eterno “.

Chi mangia questo pane vivrà in eterno “.

Non facciamocelo mai mancare, nutriamoci con esso quotidianamente.

E’ l’unico che non conduce alla morte ma alla “ vita eterna “.

Buona giornata e buona riflessione a tutti.


A cura di Fabrizio Morello

Foto: mia.

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