Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 22 Marzo 2021

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Un passo “ famoso “ e “ meraviglioso “ apre questa nuova settimana.

Siamo alle solite!!!

Gli scribi e i farisei interrogano Gesu’…con un secondo fine.

La loro ipocrisia è palese.

Prima lo adulano, chiamandolo “ Maestro “, poi fanno finta di porgli una domanda per avere un chiarimento su una norma.

In realtà vogliono solo “ provocarlo “ per “ accusarlo “.

Era ovvio che qualsiasi cosa avesse risposto Gesu’ avrebbe dato loro materiale per sostenere l’accusa.

Se infatti avesse detto di lapidare la donna avrebbe smentito tutti i suoi insegnamenti e sarebbe stato tacciato come “ bugiardo “; se, viceversa, avesse detto di non lapidarla si sarebbe posto addirittura contro “ la legge di Mose’ “.

Sembra che siano riusciti a metterlo in trappola.

Ma ecco il…colpo di scena.

Gesu’, che era “ seduto “, si “ china “ a terra e si mette a scrivere.

Già questo atteggiamento dice tutto.

Il Maestro era seduto.

Da tale posizione ci si può muovere o alzandosi o chinandosi.

Gesu’ sceglie.

Con l’autorità che aveva poteva poteva alzarsi, mettersi faccia a faccia con la donna e dirle: “ cosa hai fatto? Sei meritevole di morte per aver violato la legge di Mosè “.

E invece si china.

Lui, il Maestro, si china a terra dinanzi a quella donna umiliata dagli scribi e farisei, che la “ mettono in mezzo al tempio “ facendo ascoltare a tutti i presenti l’accusa che le muovono.

Con questo chinarsi inizia il percorso di guarigione che Gesu’ vuol far fare a quella donna.

Il Maestro le sta già rivelando, prima ancora di farlo con le parole, che non la condannerà.

Ma i farisei insistono.

E, allora, il Maestro…….decide di guarire anche loro.

Restando chinato alza solo la testa e dice una delle frasi più famose di tutti i Vangeli: “ Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei “.

Detta questa frase china nuovamente il capo, si china a terra anche dinanzi ai farisei.

Che grandezza.

Non umilia chi voleva provocarlo ma li spinge ad interrogarsi, a guardarsi dentro.

E…avviene l’impensabile.

Vanno via tutti, iniziando dagli anziani.

Nessuno condanna quella donna, nessuno ha il coraggio di scagliare la pietra.

Ecco i primi due grandi insegnamenti che ci vengono dalla parabola.

Il primo: Dio non ti condanna per il tuo peccato ma si “ china “ dinanzi a te peccatore.

Odia il tuo peccato ma ama infinitamente te peccatore; quel chinarsi è il suo modo per sostenerti, per dirti “ ti puoi alzare “, io, “ da sotto “, nel profondo, ti sostengo.

Il secondo: per guarire devi avere il coraggio di guardarti dentro e di comprendere che non sei migliore degli altri.

Sei anche tu un peccatore perdonato.

Quando pensi di poter lapidare qualcuno fermati, rifletti su di te, sulla tua condotta di vita e, se sei onesto, ti accorgerai che non hai alcun titolo per lanciare la pietra.

Ma, ora,….. vediamo come va a finire la storia.

Scribi e farisei sono stati guariti.

Ora bisogna completare il lavoro con la donna.

Adesso quest’ultima non è più alla berlina, non è più attorniata dalla folla che aspettava solo l’assenso di Gesu’ per lapidarla.

E’ sola con il Maestro.

Ora Gesu’ puo’ ALZARSI, guardarla negli occhi ed iniziare un meraviglioso dialogo: “ Donna dove sono? Nessuno ti ha condannata? Ed essa rispose: nessuno, Signore. E Gesu’ le disse: neanche io ti condanno “.

Il messaggio è fortissimo.

Gesu’, unico che avrebbe potuto condannarla, dice: “ neanche io ti condanno “, sei libera, sei perdonata, torna a vivere.

La donna è guarita ma Gesu’ va oltre e le rivela “ il segreto della felicità “: “ Và, e d’ora in poi non peccare più “.

Ecco il grande insegnamento per tutti noi: “ Vivi veramente se rifiuti il peccato “.

Buona giornata e buona riflessione a tutti.


A cura di Fabrizio Morello

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