Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 22 Luglio 2020

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Il brano odierno ci dimostra come cambia il nostro sguardo quando ci sentiamo riconosciuti, amati personalmente da Cristo.

Maria va al sepolcro e, vedendo che la pietra era stata tolta, corre da Simon Pietro e dall’altro discepolo e dice: “ Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove lo hanno posto “.

Maria pensa che qualcuno “ abbia rubato “ il corpo mortale di Cristo e, quindi, dice: “ hanno portato via il Signore “.

Questa constatazione la abbatte perché non ha neppure più un luogo ove recarsi per “ piangere il morto “.

Piange, piange fortemente perché Gesu’ è morto.

Fine dell’avventura.

Poi incontra due angeli in bianche vesti che le dicono: “ Donna, perché piangi “?

La stessa domanda le rivolge un uomo che lei non riconosce, aggiungendone però un’altra: “ Chi cerchi “?

E’ questo il quesito chiave, quello che consente a Maria allora e, oggi, a noi, di svoltare nel nostro cammino di fede.

Chi cerchiamo?

Se cerchiamo “ un morto da piangere “, un profeta vissuto molti anni fa, un “ morto in croce “, allora il Vangelo non produrrà alcun frutto nella nostra vita.

Se non crediamo, per fede, fidandoci delle testimonianze di chi lo ha visto, che quell’uomo morto 2000 anni fa dopo tre giorni è risorto e, con quel suo vincere la morte, ci ha redenti e salvati, allora lasciamo stare, dedichiamoci ad altro.

Cristo non è morto, ma VIVO, vero, vitale; anche oggi abbiamo modo di incontrarlo nella scrittura, di parlargli nella preghiera, di mangiarlo nell’Eucarestia, sacramento favoloso che ci consente di “ nutrirci “ ogni giorno del suo corpo e del suo sangue.

E’ vivo e chiama ciascuno di noi.

Maria, Fabrizio, Antonio, Pasquale…sono qui, non mi vedi, non mi vedete?

E’ questione di sguardo.

Se credi, per fede, in Cristo Risorto, sai scorgere la sua presenza in tutti i momenti della tua vita, anche in quelli brutti, e comprendi che, anche allora, lui ti è vicino, ti consola, ti chiede “ perché piangi “ e ti chiama per nome dicendoti: “ io ci sono “.

Se assumeremo questo sguardo anche noi, sentendoci, come Maria, chiamati, non diremo più “ lo hanno portato via “ ma “ lo ho visto “.

Che cambio di prospettiva.

Che cambio di esistenza.

Dalla morte alla vita.

Buona giornata e buona riflessone a tutti.