Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 19 Dicembre 2020

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Tanti gli spunti di riflessione che offre la pagina odierna.

Elisabetta era “ sterile “.

La sterilità non è solo fisica, ma anche dell’anima.

E’ sterile chi agisce per rito, chi non ci mette cuore, chi non fa fruttare i talenti che Dio gli ha dato sporcandosi le mani per la costruzione del Regno.

Questa “ sterilità “ va superata perché non fa vivere, tiene prigionieri di un clichè, ingabbia in azioni ripetitive, non fa osare.

La sterilità irrigidisce, non fa aprire all’inaudito di Dio, alla novità che il Signore porta ogni giorno tramite una sua Parola, un suo messaggero.

Anche Zaccaria, come Elisabetta, è sterile.

Compie da anni riti ma non attende più nulla, non crede veramente che “ nulla è impossibile a Dio “.

In tal modo stenta a credere all’annuncio dell’Angelo.

Attenzione.

Lungi da me fare un’accusa a Zaccaria.

Le sue perplessità, sul piano logico e naturale, sono fondate.

Io sono vecchio e mia moglie avanti negli anni “ sono dati incontrovertibili.

Nè, obiettivamente, mi sento di dire, come spesso capita di leggere nei commenti a questo brano, che Zaccaria reagisce diversamente da Maria all’annuncio.

Come potro’ mai conoscere questo? “ è il quesito di Zaccaria, supportato dalla perplessità legata alla senescenza sua e di Elisabetta.

Come avverrà questo poichè non conosco uomo? “ è cio’ che risponde Maria, giustamente meravigliata del fatto di poter concepire senza aver avuto un rapporto intimo con Giuseppe.

La differenza tra i due, a mio modesto parere, sta nel fatto che Maria è più giustificata nei suoi dubbi dal fatto di essere una semplice ragazzina, mentre Zaccaria avrebbe dovuto essere più “ pronto “, più in grado di affidarsi al messaggero di Dio in virtù della sua pluriennale esperienza di sacerdote.

E’ per questo, probabilmente, che, al dubbio di Maria l’angelo la tranquillizza dicendole: “ Non temere, nulla è impossibile a Dio “ mentre, al dubbio di Zaccaria, subito tronca la relazione perché il sacerdote, per il ruolo e per l’intimità che avrebbe dovuto avere con Dio, avrebbe subito dovuto accogliere il messaggio dell’inviato del Signore, certo, per fede, che “ nulla è impossibile a Dio “.

Zaccaria invece non è pronto, nonostante “ anni di onorato servizio “!!!

E’ un interrogativo che dovremmo porci anche noi, abituali frequentatori della Parola.

Siamo in grado di individuare, nella nostra storia, i messaggi che riceviamo da Dio attraverso gli eventi, gli incontri del nostro vivere quotidiano?

Se cio’ non ci capita significa che dobbiamo vivere di più la Parola affinché il suo ascolto non sia sterile ma scenda in profondità, certi, per fede, che “ nulla è impossibile a Dio “.

Il superamento della sterilità ci farà annunciatori del Vangelo, tanti novelli Giovanni Battista che riusciranno, nel loro piccolo e con le loro peculiarità, a “ ricondurre molti figli al Signore loro Dio “.

Buona giornata e buona riflessione a tutti.


A cura di Fabrizio Morello