Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 18 Febbraio 2021

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Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno “.

Dopo il Mercoledi’ delle Ceneri si entra nel vivo della Quaresima e si capisce subito che, se si vuole stare alla sequela di Gesu’, il percorso è duro.

Bisogna “ soffrire “, “ essere rifiutati ed ammazzati “, “ dirsi dei no “ ( è questo il significato di                 “ rinnegare se stessi “ ).

Si resta un attimo attoniti dinanzi a questo percorso e la domanda sorge spontanea: “ Vale la pena di farlo “?

A primo acchito sembra logico, umano, rispondere un NO secco.

Ma, spesso, cio’ avviene perché……ci si dimentica il finale.

Cristo è serio, è leale con noi.

Ci dice apertamente che non sarà una passeggiata, che stare dietro a lui è difficile, porta alla rottura di tutti “ gli schemi “, di tutte le “ prassi “ umane, comporta il rischio di essere messi ai margini, di essere esclusi, ma, ci dice anche, e non so perché lo si dimentica sempre, che RISORGERA’ il terzo giorno.

E questo….fa cambiare la risposta.

Il NO secco diventa un SI deciso.

E’ la RISURREZIONE lo spartiacque, la ragione del perché “ ne vale la pena “.

I discepoli sono perfetti testimoni di tutto cio’.

Da pavidi che erano, da codardi che, durante le fasi della cattura di Gesu’ e del suo calvario, si nascondono e rinnegano il Maestro, diventano, dopo la Risurrezione, coraggiosi, perché capiscono che Cristo è più forte della morte, che la VITA ETERNA esiste davvero e che, quindi, vale la pena di spendere l’esistenza terrena dicendo NO a se stessi e SI a Cristo.

Per vivere pienamente il “ TUTTO “ di Cristo bisogna necessariamente passare attraverso il suo “ COME “, facendo la sua stessa esperienza di morte per poi giungere alla Gloria.

E’ dura ma…..vale la pena.

In mancanza niente ha senso.

Mi chiedo pertanto oggi, nel mio momento di riflessione: sono disposto a  “ perdere “ la mia vita a causa di Gesu’ per guadagnarla veramente o preferisco tentare vanamente di “ salvarla “ a modo mio “ perdendola definitivamente “?

Buona giornata e buona riflessione a tutti.


A cura di Fabrizio Morello

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