Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 17 Settembre 2020

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Amore e perdono vanno di pari passo.

Chi ama perdona e viene perdonato; chi non ama non perdona e non viene perdonato.

Spesso, come ci mostra questa intensa pagina evangelica, chi non riesce ad amare e a perdonare è chi, come il fariseo, si ritiene già giusto.

Ma il fariseo, cosi’ come i tanti che, anche oggi, si credono “ giusti “, travisa il significato di questo aggettivo perché lo interpreta come “ osservante “, “ zelante “, “ rispettoso delle norme “, assumendo, cosi’, giorno dopo giorno, le sembianze del “ legalista inflessibile “, che, credendosi bravo, non perdona e, consequenzialmente, non ama.

Giusto “ è invece chi ha un’affinata capacità di discernimento che gli consente, dinanzi alle diverse situazioni che la vita gli pone dinanzi, di fare la scelta più opportuna per il bene, la comunione, l’unione.

Riesce in cio’ chi è umile, chi si sente peccatore perdonato che, proprio in virtù della consapevolezza del perdono ricevuto, fa altrettanto con gli altri e, perdonandoli, li ama.

Il punto nodale, lo dicevamo anche Domenica commentando la parabola del servo perdonato dal suo padrone, è l’essere consapevoli di essere stati e di essere attualmente perdonati dal Padre, qualsiasi cosa si possa aver fatto.

Solo chi ha questa consapevolezza è in grado, a sua volta, di perdonare e di far fiorire amore.

Chi, invece, non si sente perdonato ma ha la presunzione di essere cosi’ bravo da non averne bisogno, sarà inflessibile e non potrà mai perdonare ed amare, e, quindi, non potrà mai essere cristiano in quanto i pilastri del cristianesimo sono proprio AMORE e PERDONO.

Ed ecco quindi che la pagina del Vangelo, nel mettere a confronto il fariseo e la donna, ripete più volte, “ tu non hai…lei invece “.

E’ la differenza tra chi ama e chi non ama.

Riflettiamo quindi su noi stessi e, se ci rivediamo nella categoria dei “ legalisti inflessibili “, iniziamo, con celerità, un cammino di conversione.

Buona giornata e buona riflessione a tutti.


A cura di Fabrizio Morello