Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 15 Giugno 2020

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Il passo odierno del Vangelo va ben inteso.

Gesu’ non vuole invitare noi cristiani ad essere dei “ rammoliti remissivi “, dei “ buonisti “ a tutti i costi ma vuole, al contrario, fornirci un modo di relazionarci agli altri non fondato sulla logica della vendetta ( “ Occhio per occhio, dente per dente “ ) ma su quella della “ non violenza “, chiamandoci a dare testimonianza della nostra fede.

Se, infatti, sono radicato in Cristo, non posso riprodurre dei comportamenti errati che il mondo propone come giusti.

Devo, al contrario, dare la mia testimonianza cristiana.

Certo, è molto probabile che se ricevo uno schiaffo e non rispondo colui il quale me lo ha dato mi considererà uno sciocco ma, io, non devo occuparmi di cio’: io devo solo testimoniare la mia fede.

Questa mia diversità nell’agire potrebbe anche indurre l’altro a porsi dei dubbi sul suo comportamento, a valutare un approccio diverso, magari a chiedersi il perché del mio operato, e, in tal modo, a cambiare, a convertirsi.

Ma se anche cio’ non succede, non fa nulla, continuiamo a “ dare a chi ci chiede “, a “ porgere l’altra guancia “, a “ prestare a chi ci domanda “, perché è questo modo di agire che ci rende umani nonché cristiani veri che mettono in pratica le parole del Maestro “ gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date “ ( Mt, 10,8 ).

La logica del dono, del per-dono ( che è un super-dono ), sia il nostro stile di vita.

Buona giornata e buona settimana a tutti.