Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 13 Novembre 2020

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Forte e stimolante è la pagina del Vangelo di oggi.

Cristo ci chiama a “ riorganizzare “ la nostra vita, ridefinendone le priorità.

Mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, compravano, vendevano, piantavano, costruivano “.

Nei giorni di Noè, come in quelli di Lot, come in quelli di oggi, ecco di cosa si “ pre-occupano “ gli uomini: di svolgere le molteplici attività della vita quotidiana.

Attenzione.

Gesu’ non ci fa un invito alla “ deresponsabilizzazione

Il problema non è “ occuparsi “ delle incombenze di ogni giorno; il problema è “ pre-occuparsi “, cioè “ occuparsi preventivamente “, “ farsi occupare “, dalle cose da fare fino al punto di trasformare la vita in una corsa continua che toglie ogni spazio alla cura della propria anima, della propria essenza di uomo.

Si crede di “ fare un piacere alla vita “ affannandosi per stare dietro a miriadi di occupazioni, senza rendersi conto che, in tal modo, si “ altera irrimediabilmente “ la propria natura.

Per comprenderlo basta una serena riflessione.

Questo continuo “ correre dietro a tutto “, cosa mi comporta?

Pace, soddisfazione, gioia, o, al contrario, ansia, paura, agitazione, preoccupazione continua?

Se la risposta è, come è certo, la seconda, è arrivato il tempo di “ cambiare qualcosa “.

Il punto è proprio questo.

Il cambiamento fa paura.

Si arriva al paradosso che, pur prendendo atto che il nostro “ modus vivendi “ non è soddisfacente, ci ostiniamo a mutuarlo per paura del nuovo, andando avanti incessantemente nell’errore, trincerandoci dietro luoghi comuni quali “ è mio dovere “, “ cosi’ fan tutti “, “ si è sempre fatto  cosi’ “.

No, amici, soprattutto adulti.

Smettiamola di ingannarci.

Cambiare si può e fa bene.

Se una cosa non funziona va modificata.

Per ottenere un risultato diverso devi seguire una strategia diversa.

Il primo cambiamento da fare è “ ridefinire le priorità “ e scegliere, quasi imporsi all’inizio, di mettere al centro cio’ che fa bene alla nostra anima: la preghiera, la relazione con Dio.

Provare per credere.

In principio sembrerà dura, quasi una “ perdita di tempo “ ma…vi parlo per esperienza personale, fidatevi, iniziate, dedicatevi un tempo, uno spazio, magari, se riuscite, andate a Messa anche in settimana; vi posso assicurare che, a mano a mano, non potrete più farne a meno ed inizierete a vedere le cose della quotidianità con meno affanno perché, entrando in relazione con Gesù, prenderete atto che lui è realmente la vostra forza, in lui potete veramente confidare.

Con la forza della preghiera, con la fede in Cristo, riuscirete a collocare al giusto posto le incombenze quotidiane, di cui, finalmente, comincerete ad “ occuparvi “ e non a “ preoccuparvi “, scoprendo, con meraviglia, che vi riusciranno meglio di oggi, pur dedicando loro meno tempo!!!

Il tutto perché avrete dato finalmente spazio, cura, anche alla vostra anima e non solo al vostro corpo.

Perdendo un po’ del “ proprio essere materialedarete vita al “ proprio essere spirituale “ e comprenderete veramente quello che Gesu’ vuole dirvi affermando: “ Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva.

Buona giornata e buona riflessione a tutti.


A cura di Fabrizio Morello