Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 13 Febbraio 2021

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La nota parabola della “ moltiplicazione dei pani e dei pesci “ offre notevoli spunti di riflessione.

Oggi mi vorrei soffermare su un verbo che viene utilizzato spesso nel testo: “ mangiare “.

Nel racconto è inteso in senso “ materiale “, quale cibo per la sussistenza quotidiana del corpo, ma, certamente, ha una valenza anche spirituale.

I due eccessi del mangiare sono evidenziati nella parabola.

Prima dell’intervento del Maestro tante persone “ non hanno da mangiare “.

Cristo ha compassione di loro e non vuole rimandarli DIGIUNI a casa.

Dopo l’intervento di Gesu’ quegli uomini erano SAZI al punto tale che “ portarono via i pezzi avanzati “.

Da DIGIUNI a SAZI.

Ecco il passaggio che vuole farci compiere il Maestro.

Senza di lui, senza la sua Parola, senza una relazione con lui siamo DIGIUNI, ci manca il vero pane di vita.

Magari abbiamo anche il pane materiale, forse anche in abbondanza, ma restiamo DIGIUNI, perché ci manca il nutrimento essenziale.

Senza di me non potete fare nulla “ ci dice Cristo in una bellissima pagina evangelica ( Gv 15,5 ).

Cristo si accorge della nostra fame, ha COMPASSIONE di noi, comprende, cioè, la nostra esigenza di essere sfamati dal vero pane e dice a ciascuno di noi: “ dammi una mano a sfamare tanta gente “.

Come riuscirai a sfamarli “?

E’ questa la domanda che i discepoli fanno a Gesu’.

Cristo dice loro: “ ho bisogno di voi “.

Quando moltiplica i pani e i pesci, dice il testo, che il Signore li dà ai discepoli affinché li “ distribuissero “.

E’ un grande invito a tutti noi cristiani.

Siamo strumenti di Dio, il Signore ha bisogno delle nostre mani e dei nostri piedi per operare e per colmare il senso di DIGIUNO nostro e dei nostri fratelli.

Nutriamoci di Parola, è l’unico alimento per cui non vale il “ peccato di gola “, per cui non c’è ingordigia, mangiamola “ a sazietà “ e diffondiamola in modo tale da consentire anche ad altri di nutrirsi di lei e di….” portarsi via anche i pezzi avanzati “, cioè di non esserne mai sazi.

Buon “ appetito “ e buona giornata.


A cura di Fabrizio Morello