Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 12 Maggio 2020

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La liturgia odierna propone una pagina evangelica densa di messaggi per la nostra vita di fede.

Vi lascio la pace, vi do la mia pace “.

Tantissime volte abbiamo ascoltato queste parole durante la celebrazione della Messa ma il testo evangelico aggiunge un qualcosa in più che ci consente di capire la diversa “ qualità “ della pace che ci porta Gesu’, completamente differente da quella che ci propina il mondo.

Il mondo, infatti, ci veicola una pace intesa come “ assenza di conflitti “, come “ tranquillità” che nasce dal non compromettersi, non sporcarsi le mani, non impegnarsi, non lottare per i diritti propri e dei più deboli, evitando cosi’ “ fastidi “ e limitandosi alla cura del proprio “ orticello “ dove vivere al riparo da tutto.

Una pace intesa come “ anestesia totale “ della nostra vitalità, una sorta, se ci riflettiamo, di “ morte anticipata “.

La pace che ci dona Gesu’ è qualcosa di completamente differente, non è quiete, stasi, ma, al contrario, è lotta, combattimento, è essere testimoni del Vangelo in un mondo che pensa di poter vivere senza Dio.

Questo è Gesu’, cosi’ come aveva profetato anche Simeone a Maria (Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima “. Lc 2, 34-35 ) , questa è la pace che ti viene a portare, una pace che non è apatia ma è consapevolezza che, nella giusta battaglia che compi ogni giorno, lui è con te e, pur nelle difficoltà, ti donerà quel senso di quiete che nasce dallo spendere la vita per cio’ che vale.

La pace di Cristo è quindi vita, quella del mondo morte.

Attenzione quindi ad individuare bene qual è la pace a cui aneliamo: quella che dona la morte o quella che dona la vita, che sembra più difficile ma che è più forte dell’altra perché, come ci dice la pagina evangelica, la morte “ contro di me non può nulla “.

Buona giornata e buona riflessione a tutti.