Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 1 Dicembre 2020

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Gesu’ esulto’ di gioia nello Spirito Santo e disse: Ti rendo lode, o Padre “.

E’ bellissimo questo versetto.

Gesu’ “ esulta di gioia “, è felice nell’amore ( nello Spirito Santo ) e rende lode al Padre.

Un primo messaggio per noi è pertanto: sei pienamente felice quando ami, quando lasci agire in te lo Spirito Santo; la felicità ti porterà, spontaneamente, a lodare Dio, a ringraziare il tuo Creatore, fonte della tua gioia.

La vera felicità viene solo da Dio ed è dono di Dio.

Detto cio’ vediamo perché Cristo loda il Padre.

Perchè ha nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e  le ha rivelate ai piccoli “.

Ma cosa sono queste “ cose “ nascoste ai “ sapienti e ai dotti “ e rivelate “ ai piccoli “?

Sono, o, meglio, è, lo “ sguardo “, la capacità di “ accorgersi “ dei prodigi che avvengono nella propria vita se si lascia entrare in essa la vita di Cristo o, meglio ancora, se si vive pienamente la vita di Cristo già innestata in ciascuno di noi nel momento del nostro Battesimo.

Coglie il passaggio di Gesu’ nella sua esistenza solo chi è “ piccolo “.

Piccolo “, ovviamente, non vuol riferirsi all’età anagrafica, ma vuole essere sinonimo di “ umile “.

Umile è chi è consapevole di essere creatura debole, fragile, ma, allo stesso tempo, è contento della sua pochezza perché, avendo sperimentato la Misericordia del Padre, sa che Dio lo ama cosi’ com’è e, pertanto, senza presunzioni e con tutti i suoi limiti di creatura, si mette all’ascolto del Maestro, senza pregiudizi, barriere.

A cosa porta la capacità di accorgersi del passaggio di Cristo nella propria vita?

La risposta è netta: alla conoscenza del Padre, di Dio.

E’ il punto focale della odierna pagina evangelica, perché afferma una VERITA’ DI FEDE.

Solo Cristo conosce il Padre ( “ Nessuno sa chi è il Padre se non il Figlio “ ) dice il testo, aggiungendo però le fondamentali parole “ e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo “.

Se vogliamo conoscere pertanto il Padre, che nessuno ha mai visto, dobbiamo conoscere Cristo.

Ma cosa significa “ conoscere Cristo “?

Tra i vari significati del verbo conoscere c’è “ essere in relazione, avere familiarità, essere intimi “.

E’ questa l’accezione da usare quando ci si riferisce al rapporto con Cristo.

Si “ conosce “ una persona non quando si è letto qualcosa di lei, o si sanno delle informazioni sulla sua vita.

Per conoscere qualcuno io devo frequentarlo ogni giorno; solo cosi’ posso conoscere i suoi gusti, diventargli “ intimo “.

Questa intimità la si acquisisce stando con lui quotidianamente, dedicandosi un tempo privilegiato, sottraendolo anche a molteplici altre cose, tutte certamente “ buone e giuste “ ma non cosi’ indispensabili.

Un uomo umile che è in intimità con Cristo è il vero beato perché, come gli apostoli, avrà il privilegio di “ ascoltare “ il Salvatore attraverso la sua Parola e di “ vedere “ i miracoli che essa compie nella sua vita.

Buona giornata e buona riflessione a tutti.


A cura di Fabrizio Morello