Fabrizio Francesco Campus – Commento al Vangelo del giorno – 7 Novembre 2019

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Io sono importante per Dio. Questo lo posso dire io, ma lo puoi dire anche tu, fratello/sorella. Io e te siamo così importanti per Lui che ogni volta è festa quando ritorniamo a Lui.

Non una festicciola così, ma festa grande. Non so a voi, ma a me il Vangelo di oggi fa pensare alla parabola del Padre Misericordioso (o del figliol prodigo, anche se credo sia più giusto chiamarla col primo titolo, perché è la Misericordia del Padre ad essere al centro). Il Signore ci spiazza sempre con la gioia che prova quando ci riavviciniamo a Lui.

Ci aspettiamo il giudizio e ci prepariamo la lista dei peccati commessi, ma ogni volta (si spera) rimaniamo sorpresi da questo Amore incondizionato. Mi ricordo bene la mia prima confessione. Ero schiacciato dal peso delle mie colpe. E alla fine della confessione pensai:”Come? Tutto qui?”.

Ciò non significa che le nostre mancanze vadano prese alla leggera, anzi. Però dovremmo sempre ricordarci che c’è qualcosa sempre infinitamente più grande di esse: l’amore di Dio per noi. Dio si commuove per noi. Quando noi pensiamo di riavvicinarci a Lui, Lui ci ha già accolti nella Sua Misericordia.

Ci accompagni oggi e sempre questa consapevolezza.

Fabrizio Francesco CampusCommento a cura di Fabrizio Francesco Campus

Il 5 Aprile 2015 ho ricevuto il Battesimo, diventando a tutti gli effetti cristiano cattolico, ma soprattutto figlio di un Dio che non ha mai smesso di cercarmi. La mia vita non è cambiata, ma è cambiato il mio sguardo su di essa. Non sono migliore, ma ora so di essere infinitamente amato e sono in cammino per imparare ad amarmi e ad amare così.

Vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 15, 1-10
 
In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

Parola del Signore

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