Fabrizio Francesco Campus – Commento al Vangelo del giorno – 31 Gennaio 2021

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“Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi”.

Oggi come allora, le parole di Gesù sono attraenti perché sono autentiche, cioè sono sentite e vissute. In noi nasce il desiderio di seguirLo perché il cuore cerca sempre la Verità. Questo spiega come mai non siamo felici quando pecchiamo o quando sembra che non ci manchi nulla, ma anche il piacere che proviamo quando ascoltiamo qualcuno – dai sacerdoti ai laici – il quale ci lascia qualcosa in più che semplici belle parole.

E di noi cosa potremmo dire, se ci guardassimo dall’esterno? Vedremmo coerenza tra le parole e i fatti, oppure noteremmo una certa somiglianza con gli scribi e con i farisei? È significativo vedere come i fatti raccontati dal Vangelo di oggi si svolgano nella sinagoga e non altrove e che sia il demonio a riconoscere Gesù. Come a voler dire che non basta andare a Messa la domenica per dirsi cristiani e che la Chiesa – quindi noi – necessita di convertirsi partendo innanzitutto da se stessa, dal proprio cuore.

Quante volte ci allontaniamo dal Signore o non capiamo ciò che vuole dirci perché abbiamo chiuso, indurito il nostro cuore. È vero, spesso sono i fatti della nostra vita a causare questa chiusura e questo indurimento. Ma se pensiamo ai santi (San Massimiliano Kolbe, Santa Maria Goretti e tantissimi altri), capiamo che non possiamo essere da meno.

La loro santità non è stata la causa di ciò che sono, ma l’effetto del loro sguardo sempre puntato su Gesù. Fissare lo sguardo su Gesù e desiderare di essere simili a Lui: questo ci rende credibili. Non come gli scribi di ieri e i bigotti di oggi.


AUTORE: Fabrizio Francesco CampusSITO WEB TELEGRAM