Fabrizio Francesco Campus – Commento al Vangelo del giorno – 3 Marzo 2020

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“Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole.
[…] Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe”

Una preghiera autentica è composta da due “ingredienti” fondamentali: la semplicità e la carità. Proprio a proposito di quest’ultima, credo che questo Vangelo sia strettamente collegato a quello di ieri. L’amore di Dio non lo si compra con grandi discorsi o gesti eclatanti, ma è qualcosa che abbiamo già la possibilità di sperimentare.

Questo, però, può accadere solo se ci accostiamo a Dio con parole semplici, con ciò che ci portiamo nel cuore. Tempo fa, una mia collega mi chiese con quali parole si dovesse rivolgere a Gesù. Le risposi che con il Signore non servono chissà quali formule o discorsi.

Questo nonostante a me, per primo venga, difficile rivolgermi a Lui proprio con semplicità. Ma se è vero che nella preghiera occorre semplicità, è altrettanto vero che essa deve camminare a braccetto con la carità. Cioè, se le nostre parole non si traducono in gesti concreti, in Misericordia, allora le nostre parole resteranno semplice miseria.

Sia questo cammino di Quaresima l’occasione di reimparare la semplicità e di tradurla in carità vissuta, affinché sia evidente che siamo figli del Nostro Padre.

Fonte

Fabrizio Francesco CampusCommento a cura di Fabrizio Francesco Campus

Il 5 Aprile 2015 ho ricevuto il Battesimo, diventando a tutti gli effetti cristiano cattolico, ma soprattutto figlio di un Dio che non ha mai smesso di cercarmi. La mia vita non è cambiata, ma è cambiato il mio sguardo su di essa. Non sono migliore, ma ora so di essere infinitamente amato e sono in cammino per imparare ad amarmi e ad amare così.