Fabrizio Francesco Campus – Commento al Vangelo del giorno – 27 Febbraio 2020

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“Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.”

Il discorso che fa oggi Gesù non è certamente di facile attuazione. Tutti i giorni, infatti, abbiamo a che fare con piccole o grandi croci davanti alle quali la nostra umanità reagisce scansandosi o combattendo in maniera autonoma.

Piccole o grandi che siano, sono croci e per questo ingiuste, ma dovremmo sempre guardare all’ingiustizia più grande di tutte: la Croce di Cristo. Davanti ad essa, tante nostre preoccupazioni e tanti nostri atteggiamenti si ridimensionerebbero. Sarebbe troppo poco, però, pensare che la Croce sia solo qualcosa davanti alla quale nessuno si può lamentare.

Da una parte è vero, ma è molto di più. Dice che tutto ciò che ci schiaccia, che ci lega, che nega la nostra dignità, è stato sconfitto. Dice che in virtù di questo Amore sconfinato, non siamo più schiavi di ciò che ci accade ma possiamo scegliere come reagire, perché siamo liberi. E poi non dimentichiamo che è ciò che precede la Resurrezione, verso cui noi siamo incamminati.

Iniziamo questo giorno con la consapevolezza che non è affatto insensato farci carico delle nostre croci, perché non siamo soli a portarle e perché la Grazia di Dio dà senso a ciascuna di esse.


Chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà.
Dal Vangelo secondo Luca Lc 9, 22-25 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?». Parola del Signore