Fabrizio Francesco Campus – Commento al Vangelo del giorno – 24 Aprile 2020

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Di questo ragazzo che mette a disposizione i pochi pani e i pochi pesci che ha con sé, non sappiamo nulla. Su di lui il Vangelo non ci dice né il nome, né la sua provenienza, né l’età. Però ci racconta la cosa più importante, cioè che questo ragazzo si rende disponibile.

La Chiesa si regge, dopo la Misericordia, su persone che agiscono, che si fidano di Colui che l’ha creata. E tutti possono fare qualcosa, perché ciascuno di noi ha una ricchezza che non ci può essere tolta: la nostra disponibilità. Anche davanti a una situazione di imparità abissale, possiamo sempre dire il nostro sì.

Quella preghiera detta o quell’elemosina fatta nel segreto, così come quel gesto di attenzione e di cura, possono fare molto di più di quello che possiamo immaginare. Un pensiero meraviglioso di Madre Teresa di Calcutta inizia così: “Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nell’oceano. Ma se questa goccia non ci fosse, all’oceano mancherebbe.”.

Il nostro poco può sembrarci niente in confronto a ciò che viviamo, ma per Dio basta e avanza, letteralmente. Tu sei importante, così come il tuo sì. Per questo Egli non butta via niente di ciò che metti a disposizione ma, anzi, ne ha la massima cura e si assicura che “nulla vada perduto”. 


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