Fabrizio Francesco Campus – Commento al Vangelo del giorno – 21 Novembre 2019

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Gesù piange. Piange per Gerusalemme, ma anche per me e per te. E questo Lo avvicina a noi, perché davanti al pianto di qualcuno ci riscopriamo sempre un po’ più umani. Certo, il Signore non piange per fragilità, ma in questo Suo pianto riconosciamo la nostra.

Quella fragilità chebsi accentua, si fa più pesante tutte le volte che non riconosciamo il passaggio di Dio nella nostra vita o magari Lo escludiamo. Non riconoscere il tempo in cui veniamo visitati da Lui: che disgrazia!

È un rischio da non prendere sottogamba, che siamo molto o poco praticanti. L’unico modo per restare in piedi davanti alle difficoltà della vita è sempre uno e non ci si può girare intorno: accogliere il Signore che viene attraverso una parola (o la Parola), qualcuno o la nostra coscienza che grida davanti a una situazione che contrasta con il nostro essere figli di Dio.

Donaci, Signore, di saper riconoscere il tempo del Tuo passaggio, affinché non rimaniamo schiacciati, sconfitti dai problemi della vita ma ogni volta possiamo risorgere in Te, Unica Fonte di vita.

Fabrizio Francesco CampusCommento a cura di Fabrizio Francesco Campus

Il 5 Aprile 2015 ho ricevuto il Battesimo, diventando a tutti gli effetti cristiano cattolico, ma soprattutto figlio di un Dio che non ha mai smesso di cercarmi. La mia vita non è cambiata, ma è cambiato il mio sguardo su di essa. Non sono migliore, ma ora so di essere infinitamente amato e sono in cammino per imparare ad amarmi e ad amare così.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 19, 41-44 In quel tempo, Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata». Parola del Signore