Fabrizio Francesco Campus – Commento al Vangelo del giorno – 12 Marzo 2020 – Lc 16,19-31

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In questo tempo di prova, la Parola che ogni giorno ci viene donata sembra scritta per ciò che stiamo vivendo. Oggi siamo davanti alla parabola del “ricco epulone” e di un povero, di nome Lazzaro. Il primo è uno che ha trascorso la sua vita tra il lusso e lo sperpero, mentre Lazzaro ha mendicato ogni giorno, nell’indifferenza totale da parte del ricco.

Probabilmente noi non abbiamo il “problema” della ricchezza, ma di quante cose superflue abbiamo riempito il cuore? Quanto sperpero dell’essenziale c’è nella nostra vita? Credo che questo tempo, nel male, sia un momento di grazia, un’occasione di riaccogerci di ciò che conta davvero, di quanto siano inutili tante preoccupazioni da cui ci facciamo prendere nel quotidiano, di quanto siamo piccoli e fragili.

A che serve accumulare tante cose materiali e preoccuparci di altrettanti aspetti secondari, se poi basta un virus a tenerci relegati in casa e a far crollare tutto il nostro castello?

Non sono un teologo, però mi piace pensare che la sete che avverte il ricco, una volta finito all’inferno, sia la sete di Cristo su tutto e poi di questo essenziale. Non potremmo sfruttare questo tempo per alimentare questa sete?

Spero che, quando tutto sarà passato, faremo memoria di questi giorni, di questa attesa snervante, di questa sofferenza. Non per vivere nel terrore, ma per ricordarci della nostra fragilità e del bisogno di custodirla, sia che ci troviamo nell’abbondanza sia che ci troviamo nella povertà. 

Fonte

Fabrizio Francesco CampusCommento a cura di Fabrizio Francesco Campus

Il 5 Aprile 2015 ho ricevuto il Battesimo, diventando a tutti gli effetti cristiano cattolico, ma soprattutto figlio di un Dio che non ha mai smesso di cercarmi. La mia vita non è cambiata, ma è cambiato il mio sguardo su di essa. Non sono migliore, ma ora so di essere infinitamente amato e sono in cammino per imparare ad amarmi e ad amare così.