don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 9 Febbraio 2021

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“Con la saliva gli toccò la lingua”

La guarigione del sordomuto è diversa dalle altre. Gesù ha dimostrato di poter guarire anche a distanza, senza il bisogno di avere alcun contatto con la persona inferma o da sanare. Perchè mai per questa guarigione ha la necessità di toccarlo? È evidente che ogni guarigione è sempre una storia personale con una propria vicenda di fede, di dubbi, di resistenze alle spalle. Il miracolo quindi è solo il risultato finale di un percorso diverso per ciascuno.

A volte si compie in pubblico, a volte in privato, a volte toccando la persona, a volte con la parola, altre volte comandando di compiere determinati gesti. Quello che conta non è nemmeno la guarigione in se stessa. A volte essa è solo l’ennesimo segno per poter credere nel Signore. Non è detto che chi crede debba ricevere il miracolo, nè che chi riceve il miracolo debba poi credere. Il Vangelo manifesta quanto il Signore rispetti la nostra libertà, la nostra storia, e in tutti i modi continui a dimostrare di amarci. Credere è solo un atto di gratitudine e di riconoscenza verso il suo amore.

In breve

A volte i miracoli sono l’esito di un cammino di fede, altre volte sono solo l’inizio. Ma sono sempre segno dell’amore con cui il Signore accoglie la tua storia e ti sollecita ad aver fede in Lui.


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