don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 7 Gennaio 2020

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“Ed egli li guarì”

Il miracolo e le guarigioni ricevute inspiegabilmente destano sempre meraviglia e stupore. Stupore per la medicina e per chi ne beneficia. A volte il rischio è quello di guardare agli effetti umani del miracolo perdendo di vista la sua finalità spirituale. Quando si vede che alcuni ricevono grazie inspiegabili per la propria salute e altri no, si dimentica che, per quanto si sia ricevuto un beneficio, il suo effetto rimane sempre temporale e circoscritto alla durata della vita umana.

Certo riavere i propri cari in salute e per un pò di tempo in più è diverso da chi ormai già ne piange la morte, o li vede soffrire. Ma il miracolo non può essere guardato come la medicina “estrema” che riporta le cose a posto lì dove la mano dell’uomo non riesce ad arrivare. Il miracolo ha un fine spirituale. Serve per indicare che nel Regno di Dio non c’è alcuna sofferenza o malattia che possa toccare l’uomo e la sua salute. Attraverso i miracoli Gesù manifesta che Egli è Dio ed ha il potere sulla vita, sull’uomo e sulla sua natura. Pertanto quel Regno che egli annuncia con la sua parola è vero, è reale perchè Egli ha questo potere.

Nel miracolo c’è un anticipo fatto nel tempo di quanto sarà in eterno e per ognuno. Non desiderare un miracolo solo per i suoi effetti temporali, ma abbi a cuore soprattutto l’eternità in cui gli effetti temporali che un miracolo apporta, saranno duraturi, per sempre.

In breve

Il miracolo anticipa nel tempo quello che nell’eternità sarà la condizione di ciascuno. Il miracolo può giovare solo fino alla fine della vita, guadagnare l’eternità gioverà per sempre, senza aver mai fine.

Commento tratto dal nuovo libretto di don Vincenzo Marinelli intitolato:

La buona novella. Riflessioni per l’Avvento e il Natale

E un’iniziativa che nasce per tutti coloro che desiderano vivere un contatto giornaliero con la Parola di Dio e trovare il benessere interiore. Quotidianamente offre una riflessione del Vangelo breve ed essenziale, che parli al cuore. Un strumento per tutti coloro che nonostante la frenesia e gli impegni quotidiani non vogliono rinunciare a meditare quanto il Signore comunica attraverso la Sua Parola. Già presente dal 2014 su diversi canali social, adesso è disponibile anche in forma cartacea e digitale in questa raccolta di riflessioni per l’Avvento e il Natale.

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Commento a cura di don Vincenzo Marinelli


LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

Il regno dei cieli è vicino.
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 4, 12-17.23-25 In quel tempo, quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta». Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano. Parola del Signore