don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 6 Novembre 2021

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“Nessun servitore può servire due padroni”

Tante volte ci si lamenta di trovarsi a svolgere nello stesso tempo più attività insieme, o più lavori che richiedo ugualmente tempo e dedizione. Questa situazione alla lunga stanca, innervosisce e generalmente rende molto difficile svolgere bene quanto richiesto. Spesso si è costretti a scegliere e a rinunciare perchè il carico di impegni è eccessivo.

È l’esperienza diretta di quanto Gesù afferma. Non si possono servire due padroni perchè inevitabilmente gli interessi dell’uno entreranno in conflitto con quelli dell’altro. Spesso viviamo queste situazioni perchè, oltre a compiere quello che la volontà di Dio ci richiede in funzione della nostra vocazione e dei nostri doveri primari, ci carichiamo di altri compiti non richiesti, ma che in fondo nutrono il nostro io in tante forme diverse. Ben presto da semplici e occasionali servizi o prestazioni diventano incarichi, progetti, uffici.

E il nostro io è un padrone che ama essere ben servito e che non ammette rivali. Prima di accettare un nuovo incarico prenditi del tempo per valutare tutte le conseguenze per la tua vita. Cerca di capire innanzitutto se è qualcosa a cui ambisci, per cui ti sei proposto, o se ti è stato richiesto. Facilmente l’io predilige ciò che gli è congeniale, invece il Signore chiede ciò che sembra al di sopra di noi, per cui umilmente mettersi a servizio.

In breve

Il proprio io è un padrone che non ammette rivali. Per cui ogni attività che non gli è congeniale, fà in modo che risulti pesante, infruttuosa o insignificante.


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