don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 6 Novembre 2020

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“Che cosa farò?”

L’amministratore di un uomo ricco viene licenziato. E per lui inizia ad intravvedersi un futuro poco roseo, senza lavoro e senza sostentamento. Inizia pertanto a preoccuparsi, a pensare come poter sopperire alle sue necessità e, anche se in modo disonesto, trova una soluzione. Mette in campo tutte le sue conoscenze di economia, le sue amicizie, e anche la sua esperienza commerciale. Probabilmente non ha nemmeno pensato di confidare nella Provvidenza, e avrà passato notti insonni, preso dall’agitazione e dalla paura. L’unica cosa su cui poteva contare era la sua inventiva.

A volte, davanti all’incertezza del futuro, la Provvidenza agisce proprio quando noi mettiamo in campo tutte le migliori e oneste strategie per andare avanti. Sbaglia sia chi pensa che deve agire da solo, che nulla può la Provvidenza, con il rischio di cadere in un vortice di preoccupazioni e ansie per l’avvenire; sia chi intende la Provvidenza come una mano invisibile che fa giungere quello di cui si ha bisogno senza metterci del proprio. In alcuni casi o si eccede in un senso o nell’altro. Nel dubbio è meglio darsi da fare e poi affidare ogni tipo di risultato sperato nelle mani Provvidenti di Dio.

In breve

Il Signore apprezza proprio il tuo sforzo, la tua iniziativa, attraverso la quale può far agire più agevolmente la sua Provvidenza. Ma tu evita le ansie e le preoccupazioni. Dopo aver attuato le soluzioni più giuste ed idonee, metti ogni risultato sperato nelle mani di Dio.


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