don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 6 Luglio 2021

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“Dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare”

È bello riconoscere nella possibilità di parlare il segno della conseguenza dell’essere liberati dal male, da una presenza demoniaca e allo stesso tempo l’essere muti come un segno di questa presenza. Ovviamente, al contrario, ci sono silenzi che sono una testimonianza evangelica e parole e discorsi che sono ben lontani da questo. Ma il vangelo in questo caso ci aiuta a comprendere quanto il male possa “lavorare” nelle nostre solitudini, quando prendiamo le distanze dagli altri e ci isoliamo. Sono le occasioni propizie in cui intesse un groviglio di pensieri che pian piano ci attanagliano, ci privano di qualsiasi speranza o possibilità di soluzione delle nostre difficoltà. Il maligno infatti cerca sempre di isolarci dagli altri, di rompere i legami con chi invece può aiutarci, consigliarci, sostenerci in un momento di difficoltà. In questo senso ci rende “muti”. Il maligno tenta sempre di rompere la comunione fraterna, le occasioni di prossimità e di aiuto reciproco. Quando vivi un problema, cerca qualcuno di fiducia, un sacerdote con cui poterlo affrontare, metterlo fuori. È questo il primo passo di chi cerca con umiltà di fare verità, affrontare le sue difficoltà, e trovare delle soluzioni.

In breve

Il maligno per lavorare meglio su di te, ti porta ad isolarti dagli altri, a rifiutare i consigli di chi può esserti d’aiuto. In mille modi ti convince che sarebbe vergognoso, che non puoi farcela, che è meglio non si sappia. E così ti priva della soluzione.


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