don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 4 Marzo 2020 – Lc 11, 29-32

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Gesù rivendica un valore che supera i nobili riferimenti umani del passato, di Salomone e di Giona in particolare. Ma questa grandezza se non viene riconosciuta rischia di non giovare a quanti ne entrano in contatto. In passato chi ha saputo cogliere la sapienza che proveniva da Salomone e la verità del messaggio di Giona ha potuto beneficiarne. Nonostante il valore di queste figure sia stato inferiore alla portata del messaggio di Gesù, tuttavia l’esito è stato abbondante. Non sempre, infatti, si è capaci di riconoscere quello che si ha attorno a sè, il bene, le risorse umane, i talenti sembra che siano sempre “all’estero”, lontani dalla propria quotidianità. Gesù invita a saper vedere il valore delle persone che si hanno vicino e a dare fiducia nelle loro capacità. La malvagità con cui Gesù appella questa generazione comincia proprio dal non accettare la via della semplicità e dell’ordinarietà e dal preferire invece dar credito a quanto colpisce e si rende appariscente.

In breve

Ciò che è ordinario sembra frustrante e monotono per chi lo subisce, ma per chi impara ad accoglierlo e ad amarlo ha una sapienza e un valore tanto grande quanto la Sapienza e l’amore di Dio che te ne fa dono.

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