don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 31 Ottobre 2021

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“uno degli scribi gli domandò”

Uno scriba fa una domanda a Gesù. Ma non una domanda qualsiasi, per approfondimento, o su dei dettagli, o per confrontarsi su una questione controversa. Egli pone a Gesù una domanda centrale, su una dimensione di vitale importanza per la religione ebraica. Egli si chiede qual è il valore di tutti i sacrifici che quotidianamente si celebravano nel tempio.

Qual è il loro valore in relazione all’amore di Dio?
Evidentemente questo scriba ha colto in Gesù, o nella sua predicazione, degli aspetti che lo hanno messo in discussione, oppure già dentro di sè aveva maturato questo interrogativo. E da questo scriba possiamo apprendere anche noi a chiederci in che modo tutto ciò che facciamo nella giornata ci conduce ad amare Dio e il prossimo. E in che misura doniamo questo amore.

Se tutto quello che compiamo non è in questa direzione, il nostro spirito si disperde e si svuota. E, per continuare a portare avanti tutto quello che la vita ci chiede di realizzare, nel nostro spirito ci riempiamo di altri scopi, alternativi all’amore di Dio. Per cui restiamo eterni insoddisfatti, bisognosi di raggiungere sempre nuovi consensi e approvazioni.

Se quello che facciamo non ci porta ad amare Dio e il prossimo allora, in un modo o nell’altro, riconduce a noi stessi, e ci rinchiude nella prigione più triste che ci sia: quella del nostro egocentrismo. Solo coltivando il desiderio del Regno di Dio, torniamo a guardare a Dio e al Prossimo e a esercitare l’amore.

In breve

Se coltivi il desiderio del Regno di Dio, sentirai nascere in te anche la necessità di amare in misura sempre maggiore Dio e il prossimo.


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