don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 31 Dicembre 2019

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“Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia”

La conclusione dell’anno civile induce tradizionalmente a fare dei bilanci. Ma non basta solo soffermarsi alle cifre o al ricordo degli eventi vissuti o delle occasioni perse. Quando si fa una revisione occorre cogliere il “filo conduttore” che ha ispirato i nostri progetti e le nostre scelte. Alla luce dello Spirito Santo è possibile discernere la qualità delle ispirazioni che hanno animato tutto quello che in quest’anno si è iniziato o proseguito o portato a compimento.

Di conseguenza è possibile apportare delle variazioni o dei radicali cambiamenti per il prossimo inizio d’anno. Inoltre, è importante riconoscere quei progetti in cui si è maggiormente riscontrato il sostegno della grazia di Dio, ringraziare il Signore e proseguirli se richiedono ancora impegno e dedizione. È bello essere grati al Signore per tutto quello che si è riusciti a portare a compimento e, infine, chiedere al Signore il sostegno per portare a termine secondo la sua volontà quanto cominciato.

In breve

Non concludere l’anno solo tra i festeggiamenti esteriori, ma riconosci anche in che modo ti ha accompagnato la grazia di Dio per gioire del suo amore perenne verso di te.

Commento tratto dal nuovo libretto di don Vincenzo Marinelli intitolato:

La buona novella. Riflessioni per l’Avvento e il Natale

E un’iniziativa che nasce per tutti coloro che desiderano vivere un contatto giornaliero con la Parola di Dio e trovare il benessere interiore. Quotidianamente offre una riflessione del Vangelo breve ed essenziale, che parli al cuore. Un strumento per tutti coloro che nonostante la frenesia e gli impegni quotidiani non vogliono rinunciare a meditare quanto il Signore comunica attraverso la Sua Parola. Già presente dal 2014 su diversi canali social, adesso è disponibile anche in forma cartacea e digitale in questa raccolta di riflessioni per l’Avvento e il Natale.

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

Il Verbo si fece carne.
Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 1, 1-18   In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.   Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.   In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.   Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.   Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.   A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.   E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.   Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me».   Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.   Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato. Parola del Signore
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