don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 31 Agosto 2020

75

“Parole di grazia uscivano dalla sua bocca”

Al sentir parlare Gesù tutti restavano meravigliati. Le sue parole andavano ben oltre quello che ci si poteva aspettare dalle sue origini, dalla sua condizione sociale e dai suoi studi. Certamente il linguaggio di Gesù era pieno di sapienza, ma le sue parole erano anzitutto “parole di grazia”, cioè parole belle, piene di fiducia, di speranza, di stima, cariche di bene. Le parole “brutte”, non sono soltanto le bestemmie o le parolacce, ma tutte quelle espressioni che di fatto trasmettono malessere, sfiducia, disprezzo, e sono cariche di negatività. Un’attenta riflessione sul modo cristiano di comunicare, prima ancora che individuare metodi e strategie pastorali e comunicative, deve sensibilizzare all’uso di parole belle, cariche di grazie. Queste potranno venir fuori più facilmente da un cuore pieno della grazia di Dio, ma anche cominciando a correggere il proprio linguaggio pian piano si arriva inevitabilmente a toccare il cuore.

In breve

Da un cuore pieno di grazia e di amore nascono facilmente parole belle. Se invece ti educhi ad avere un linguaggio pieno di grazia, saranno le tue parole ad aiutarti a custodire il tuo cuore nell’amore e nella grazia.


Di don Vincenzo Marinelli anche il libretto:

La buona novella. Riflessioni per l’Avvento e il Natale disponibile su: AMAZON | IBS

Commento a cura di don Vincenzo Marinelli