don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 29 Dicembre 2020

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“Le cose che si dicevano di lui”

La Vergine Maria e San Giuseppe restano stupiti degli eventi e delle persone che circondano la nascita del bambino Gesù. I pastori, i magi, gli angeli e il superamento delle tante difficoltà sono il segno esteriore di un disegno più grande che li avvolge e di cui essi, pur essendo tra i protagonisti principali, non conoscono quasi nulla. Sono a conoscenza solo del finale, tuttavia anch’esso in modo evasivo e alquanto generico. Essi pertanto ascoltano con stupore le parole profetiche di Simone cercando di cogliere in che modo effettivamente si realizzeranno.

Anche per noi occorre lo stupore per poter accogliere la Parola di Dio. Lo stupore permette di rileggere i passi evangelici non con la fretta di chi presume di aver già compreso tutto ad una lettura veloce, ma con la pazienza di un archeologo che scava pietra dopo pietra sapendo che può trovarsi all’improvviso davanti ad una scoperta di grande valore. Lo stupore aiuta ad avvicinarsi alla Parola di Dio, rileggendola più volte finchè interiormente si avverte di essersi fermati. Le voci del mondo, i programmi della giornata e i pensieri si placano e finalmente la mente e il cuore possono concentrarsi su quelle parole sacre, unico strumento per ritornare sulla scena, per farsi contemporanei di quanto è avvenuto in quel momento.

Lo Spirito Santo aiuta a sentire dentro di sè il vissuto dei personaggi, ad entrare nel senso profondo che le parole di Gesù potevano avere per loro. Le fa rivivere a tal punto che superano il passato, quel momento preciso, i destinatari a cui erano rivolte e iniziano a prendere forma e senso per il presente, per se stessi, per la propria vita. Il tuo stupore dinanzi alla parola di Dio dà spazio allo Spirito Santo che ti permette di cogliere come il senso di quel messaggio si sta concretamente realizzando nella tua vita.

In breve

Se la seconda volta nello stesso museo ti permette di soffermarti sui particolari delle singole tele perchè meno attratto dalla curiosità di guardare tutte le sue gallerie, cosi quando rileggi la Parola di Dio soffermati sulla profondità delle sue singole espressioni, senza fretta.


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