don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 28 Febbraio 2020

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“Il digiuno”

Gesù non soltanto aveva dichiarato “mondi” tutti gli alimenti, quindi commestibili senza alcuna trasgressione, ma sembrava aver abolito anche la pratica del digiuno. In realtà il digiuno è solo “rimandato” al tempo in cui verrà meno la presenza dello sposo. La quaresima simboleggia questo momento di preparazione alla resurrezione passando attraverso la crocifissione e morte di Gesù.

Il digiuno quaresimale si serve del rapporto dell’uomo con il cibo (e non solo), che è un rapporto quotidiano, per esercitare lo spirito in modo continuo e costante alla temperanza, al dominio dei propri desideri, alla privazione del superfluo, al rinnegamento del proprio io. Modificare il proprio rapporto con il cibo, ma anche con altre abitudini dominanti, viene assunto come “self-training”, autoformazione per giungere alle dinamiche interiori più profonde. Per questo la scelta da cosa digiunare non può essere determinata da motivi salutistici, ma spirituali e per osservarla necessita il supporto della preghiera e della grazia di Dio. Il tuo digiuno da cosa ti rende più libero? Ha una finalità spirituale?

In breve

La pratica del digiuno non è solo una pratica religiosa. Ma per viverla religiosamente hai bisogno di eseguirla per motivi spirituali e di sostenerla con la preghiera.

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

Quando lo sposo sarà loro tolto, allora digiuneranno.
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 9, 14-15 In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno». Parola del Signore