don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 27 Giugno 2020

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“Soltanto una parola”
 
Il centurione che chiede a Gesù di guarire il suo servo conosce bene la forza delle parole. La sua esperienza quotidiana gli fa riconoscere che anche le deboli parole umane, se emanate da un’autorità, possono assumere un valore imperativo, la forza di un comando. Pertanto la parola di Dio, in virtù della sua autorità suprema, ha un valore ancora più imperante poichè non ha limiti nè di spazio, nè di tempo. Ogni cosa e ogni essere nell’universo è sottoposto alla sua Parola.

Quante volte per rispetto umano ci si sente vincolati dalla parola data, o ci si attiene e ci si fida della parola di altri, ponendo in dubbio la Parola di Dio o in secondo piano. Quanto valore si è disposti a riconoscere alle promesse e alle parole di un uomo, ma quanto poco si segue la Parola di Dio. Il centurione è partito dall’esperienza umana della comunicazione e ha saputo osservarla con uno sguardo di fede per comprendere il valore della Parola di Dio. Tu vorresti che le tue Parole venissero ascoltate? Quanto ascolti la Parola di Dio?

In breve

Se si osserva attraverso lo sguardo della fede la comunicazione umana è possibile trarre da essa numerose considerazioni sul valore della Parola di Dio e sugli atteggiamenti più utili per seguirla.


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Commento a cura di don Vincenzo Marinelli