don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 25 Novembre 2021

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“Finché i tempi dei pagani non siano compiuti”

Siamo continuamente abituati a gestire in modo personale il tempo, fino al punto di credere che sia nostro. Eppure ogni giorno facciamo l’esperienza di come il tempo non sia nostro, ma appartenga a cicli temporali più grandi di noi. Il ritardo del treno, dell’autobus, di un amico, o il traffico, ci fanno capire che ci sono altri tempi ben superiori ai nostri a cui le nostre programmazioni temporali devono sottostare. E allargando lo sguardo c’è il ciclo solare che regola e influisce addirittura sulle nostre funzioni biologiche del sonno e della veglia.

Ma al livello più alto c’è la scansione del tempo secondo il piano di Dio. Ad esso sottostanno tutti i piani temporali degli uomini, le vicende della storia e di tutta l’umanità. Nel Suo disegno ci sono i tempi dei pagani, dei regni terreni, della durata delle nostre vite. È strano che riusciamo più a tollerare un fuoriprogramma o un ritardo, che non i tempi che il Signore amorevolmente dispone per noi e per la nostra salvezza. Se facessimo nostra questa consapevolezza guarderemmo il tempo in altro modo.

Considereremmo le prove nella loro provvisorietà, come un tempo che Dio ci chiede di vivere. Anche i momenti di gioia diverrebbero occasioni per lodare Dio, consci del tempo che Egli ha voluto disporre per noi. Tu consideri il tempo un dono di Dio?

In breve

C’è un tempo per ogni cosa. Ma più riesci ad accogliere la scansione del tempo, che Dio dispone per te, come un piano amorevole per la tua salvezza, e più potrai ricavare il maggior profitto dal tempo che ti è dato di vivere.


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