don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 24 Gennaio 2020

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“Ne costituì Dodici”

Non è possibile conoscere quali furono le impressioni di ciascuno dei dodici vedendosi chiamare all’interno del gruppo più stretto dei seguaci di Gesù. Certamente quello che più era visibile era la loro differenza, la diversità delle esperienze di vita da cui provenivano, la dissomiglianza del temperamento, del carattere, la disomogeneità nel modo di vedere le cose e di affrontarle. Il Vangelo nelle sue pagine fa compiere un lungo itinerario tra queste differenze, passando dal conflitto, dalla rivalità, all’unità raggiunta per mezzo della fede, dell’esperienza di vita fatta con Gesù. Lui partì da dodici persone, ma ne lasciò “uno”, un solo gruppo.

La fede, quando è condivisa, ha potere di condurre alla comunione armonizzando le differenze e valorizzandole. Non vedere solo quello che al momento ti differenzia dall’altro, ma il cammino che si può fare insieme, quel minimo di comunione che puoi costruire con lui.

In breve

La diversità in un gruppo spesso è fonte di discriminazioni, divisioni, rivalità, concorrenza. La fede aiuta a nutrire la stima dell’altro, a trovare prospettive comuni nell’agire, a costruire sani legami di collaborazione.

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

Chiamò a sé quelli che voleva perché stessero con lui.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 3, 13-19 In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici –  che chiamò apostoli – , perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni. Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè “figli del tuono”; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì. Parola del Signore

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