don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 24 Febbraio 2020

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“I tuoi discepoli non sono riusciti a scacciarlo”

Ci sono momenti dell’esistenza in cui sei in cerca di una parola che ti guidi, di qualcuno che sappia “interpretarti”, che riesca a capire in che situazione ti trovi e ti dia le indicazioni che possono aiutarti davvero. Come afferrati dallo spirito muto ci irrigidiamo davanti alla vita solo per non cadere e rimanere in piedi, ma il bisogno di trovare qualcuno su cui poggiarci è insistente e insopprimibile.

A volte sembra di cercare invano, persino i “discepoli” del Signore, coloro che in altre circostanze si sono rivelati d’aiuto, sembra che non possano far nulla, che la loro parola, la loro esperienza, i loro consigli siano inefficaci. Gesù rivela quanto sia necessaria la preghiera in questi momenti. Se non ti fermi a pregare, a chiedere al Signore che agisca nel tuo animo per cambiare il tuo approccio alla realtà, servirà a poco la parola e l’aiuto che altri possono offrirti. È una preghiera diversa dal solito, è quella che nasce quando la vita ti mette in ginocchio e ti fa scoprire che senza l’intervento di Dio verresti “gettato a terra”.

La tua forza di volontà e le tue convinzioni non ti permettono più di restare in piedi come credevi di poter fare.

In breve

I momenti in cui la vita mette in crisi tutto e in modo dirompente, per quanto rari, sono proprio quelli in cui puoi percepire in modo più intenso e profondo l’azione e l’amore del Signore per te, ma solo se ti lasci mettere in ginocchio e umilmente inizi a pregare.

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

Credo, Signore: aiuta la mia incredulità.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 9, 14-29 In quel tempo, [Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni, scesero dal monte] e arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro. E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono. Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall’infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!». Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più». Gridando, e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi. Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera». Parola del Signore